Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

A Generale Conserve il pomodoro De Rica è costato 6,5 milioni

 

Vito Gulli
Per conquistare il marchio storico De Rica, Generale Conserve ha dovuto staccare un assegno di 6,5 milioni, poco meno degli 8 milioni di fatturato. La notizia, di fonte bancaria, indica che Conserve Italia ha fatto un buon affare, anche perché è riuscita a strappare un contratto esclusivo di fornitura biennale e un diritto di prelazione triennale qualora la società di Vito Gulli, presidente e azionista di Generale Conserve, decidesse, a sua volta, di cederla.   

Quale la logica della transazione? Gulli ha lanciato una sfida importante nell'industria alimentare e ora ha bisogno di fare massa critica e crescere rapidamente (big player nazionale sia nel tonno sia nella carne in scatola con i marchi Asdomar e Manzotin) mentre il gigante cooperativo guidato dal presidente Maurizio Gardini e dal dg Angel Sanchez è alla prese con un processo di razionalizzazione produttiva e dei marchi.

Maurizio Gardini
In portafoglio a Conserve Italia rimane il brand d'oro Cirio che però si stacca da de Rica dopo 30 anni. Recentemente Conserve Italia ha raggiunto un accordo con i sindacati per un migliore utilizzo delle risorse. Inutile nascondere che il mercato delle conserve attraversa una fase di forte competizione (con promozioni che bruciano i margini) e che essere il numero 4 o 5 del mercato paga sempre meno.
Anche perchè le catene distributive, a iniziare da Coop, sono determinate a spingere sempre di più sul marchio proprio. E può resistergli solo il numero uno e il numero due della categoria. Per gli altri diventa molto più difficile.