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A Capodanno salteranno 72 milioni di tappi, per lo più made in Italy

Lo spumante
A Capodanno salteranno 72 milioni di tappi. Secondo Confagricoltura  i tappi <<saranno per la maggior parte italiani. Merito di un’offerta estremamente variegata  che si arricchisce ogni anno con l’ingresso sul mercato di nuovi prodotti, ciascuno con caratteristiche  peculiari, ma tutti accomunati dal fascino dell’effervescenza>>. 

La realtà è però ben più articolata di quella descritta da Confagricoltura. I consumi di vino in Italia sono in calo da decenni ma quest'anno, causa inasprirsi della crisi, sono in caduta libera: a settembre, secondo Ismea, si era intorno al -8%.  Gli spumanti però, nell'anno terminante a ottobre, registravano una micro crescita, a volume, dello 0,9% e, a valore, del 2,7% (sono stati aumentati i prezzi).  Gli unici a crescere però sono Prosecco, Muller Thurgau e Chardonnay, tutti i dolci sono in forte contrazione. E anche il metodo classico cede un punto.  In calo invece gli champagne. Per tenere i volumi però gli Charmat secchi hanno massacrato i margini: per esempio, il Prosecco mostra una pressione promozionale del 43% e il Conegliano Valdobbiadene Docg addirittura del 44,6%, quasi quattro punti in più in 12 mesi.

 Secondo le stime dei due Consorzi del Prosecco, quest'anno le bollicine italiane più diffuse arriveranno a circa 330 milioni di bottiglie prodotte, contro i 300 milioni francesi (ma queste hanno un valore molto superiore). Non dimentichiamo che il vino è il vero traino del made in Italy alimentare: quest'anno l'export si attesterà intorno ai 5 miliardi. Quest'anno si stima che saranno prodotte 440 milioni di bottiglie di spumante, di cui 290 milioni esportate. 

Gianluca Bisol
Diverso il discorso sui mercati esteri. <<Le bollicine italiane piacciono sempre più anche all’estero – osserva Confagricoltura – volano sui mercati proseguendo un trend positivo che ha registrato, tra gennaio e agosto 2013, una crescita, in media, di quasi il 20%, confermata durante le feste natalizie>>.

Ottime le performance nel Regno Unito, con +50% e in Russia con +30,7%.  Gli Usa si confermano un mercato di eccellenza per gli spumanti, con un aumento che sfiora il 25%. Cresce la voglia di bere made in Italy anche in Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia e Paesi Baltici. Sola battuta d’arresto in Germania: -22% in volume e -6% in valore.

E in Cina? In generale nei primi 9 mesi dell'anno l'export di vino, secondo i dati Istat, nel Far east è precipitato del 16%.  Forse il dato è diverso per il Prosecco in Cina: per il produttore Gianluca Bisol <<la tendenza si sta rafforzando. Nei primi sei mesi dell'anno in Cina gli spumanti italiani, in generale, hanno venduto il doppio rispetto allo champagne>>.