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Il Consorzio dell’Asti chiede alla Regione di liberare la produzione del 2013

L'Asti Docg
Asti brinda ai 100 milioni di bottiglie. E la ripresa del mercato ha ridotto le giacenze e indotto il Cda del Consorzio di tutela del'Asti Docg a richiedere alla Regione lo sblocco dei 5 quintali ad ettaro di uva raccolta la scorsa vendemmia: se l'assessorato concedesse il via libera, potrà essere rivendicata a pieno titolo come produzione a Docg, portando la resa a 100 quintali ad ettaro. Per i produttori di uva lo sblocco equivarrebbe a un introito in più di circa 500 euro per ettaro di vigneto.
Intanto Asti brinda alla crescita e sfiora quota 100 milioni di bottiglie. Secondo i dati del Consorzio di tutela dell'Asti Docg, nel 2013 l’imbottigliato è balzato del 10% a 74,2 milioni di bottiglie di Asti Docg e a 25,2 milioni per il Moscato d’Asti Docg con una crescita del 6%. In totale è stata sfiorata la soglia psicologica delle cento milioni di bottiglie: esattamente sono state 99,41 milioni con un incremento del 9%.
Un ottimo risultato per i produttori e per il Consorzio che festeggia anche il rientro di marchi importanti come Martini&Rossi, Fontanafredda e Toso: oggi la rappresentanza è del 93% tra i produttori di Asti Docg e del 68% per il Moscato d’Asti Docg. Le aziende iscritte al Consorzio sono oltre 700 in maniera diretta, l’87% dell’intera denominazione. 
Il presidente Gianni Marzagalli è stato confermato alla presidenza del Consorzio per il triennio 2014-2016. Al suo fianco quattro vicepresidenti (prima erano due). Il vertice è stato ampliato per aumentare la condivisione delle scelte.