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Il crollo dei consumi: nel 2013 il dato peggiore dal 1990

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Il peggior dato dal 1990. Nel 2013 le vendite al dettaglio hanno segnato una diminuzione del 2,1%  rispetto al 2012, con una flessione dell'1,1% per gli  alimentari (il dato peggiore dal 2009) e del 2,7% dei non  alimentari. Si tratta del peggior dato dal 1990.

Neanche a Natale le cose sono andate meglio: in chiusura d'anno le vendite sono andate male: -0,3% a  dicembre, -2,6% tendenziale e -0,4% nell'ultimo trimestre.  
Le flessioni di maggiore entità riguardano calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-5%) e giocattoli, sport e campeggio (-4,7%); quelle più contenute riguardano prodotti di profumeria, cura della
persona (-0,9%) e mobili, tessili, arredamento (-1,7%).
E per il 2014? Per le prime settimane del 2014 Iri ha segnalato una stabilizzazione delle vendite con un lieve dato positivo, ma servono confereme anche nelle prossime settimane.
  

  • graziano |

    Alla luce di un progressivo invecchiamento della popolazione e di un forte aumento dell’obesità, i dati del crollo dei consumi non mi sembrano così catastrofici. Ricordiamoci che il numero degli addetti al piccolo commercio era ed è eccessivo rispetto alla effettiva necessità, pertanto la diminuzione dei punti vendita al dettaglio e del mercato fisso e ambulante è positivo. Tutta la mia solidarietà ai commercianti afflitti, come tutti i cittadini onesti da eccessive tasse, ma la razionalizzazione dei punti vendita è necessaria. D’altronde è la legge del mercato e dovrebbe valere per tutti, banche, produzione, commercio.

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