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Per le cantine siciliane un 2013 con ricavi e utili in crescita

Un 2013 buono per il vino siciliano: in particolare per le “grandi” aziende (quelle con almeno un milione di bottiglie) che aumentano ricavi e profitti. E con poche eccezioni, come Duca di Salaparuta e Settesoli.

I dati sono di Sebastiano Torcivia, ordinario di economia aziendale all’università di Palermo, sono stati diffusi nel corso del forum “Il futuro del vino (e il vino del futuro)” e nella cornice di Taormina Gourmet. Sono 27 le “grandi” aziende, su un totale di 600 nel territorio siciliano: fatturano 275 milioni di euro, il 43% del totale.
Nel 2013 i loro giro d’affari è cresciuto di 10 milioni (+4%), il risultato d’esercizio è passato da una perdita di oltre due milioni (segnata nel 2012) a un utile di 537.528 euro.

CusumanoNella classifica, sono solo due le aziende con fatturato sopra i 40 milioni: Settesoli (47,2 milioni) e Duca di Salaparuta (42,7 milioni). Dieci aziende invece si attestano sopra i 10 milioni e per altre cinque i ricavi si collocano fra 5 e 10 milioni.

Per tredici di queste aziende il trend è positivo con un fatturato in crescita. L’azienda Duca di Salaparuta perde il 7,5% del fatturato e così anche la Cooperativa Settesoli con un -6,10%. In grande spolvero, invece,  Nicosia con un + 14%, Cusumano  con un + 6,34%, Donnafugata con +6,77% e Curatolo Arini con un + 9,76%. Anche Cantine Pellegrino registra un dato positivo: +3,05%.
Dal lato opposto, continua il trend decrescente della Firriato Distribuzione, riconducibile all’azienda Firriato, con un – 12,27%. Leggero calo del fatturato per Rapitalà, che fa capo al gruppo Giv, con un –4,44%.

DucaVa bene invece il mondo delle cooperative, quattro in tutto (a parte Settesoli), hanno messo a segno buone performance: Europa + 48,57%, Paolini + 16,58%, Birgi +47,35%.

Per quanto riguarda la profittabilità, due sole aziende registrano risultati significativi: Cusumano per circa 2,1 milioni e Donnafugata per 600mila euro. Duca di Salaparuta invece, pur essendo la seconda azienda in Sicilia per fatturato, segna -1,9 milioni. Dovuta essenzialmente al gioco degli ammortamenti.