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Scordamaglia: l’export di cibo italiano può arrivare a 50 miliardi

CiboL’agroalimentare italiano “non deve esser più una Cenerentola, anzi la Cenerentola delle  Cenerentole” ma deve puntare in alto e correre ancora di più sui
mercati internazionali” recuperando il gap rispetto ai  principali competitor europei e portando il valore dell’export  in cinque anni a 50 miliardi di euro dagli attuali 30, con la  possibilità di creare 100mila posti di lavoro. È questo  l’obiettivo primario a cui punta il nuovo presidente di  Federalimentare, Luigi Scordamaglia (ad di Inalca), che ha presentato oggi la sua  squadra.

Allungare il passo dell’export – sottolinea Scordamaglia –  Non è un progetto ambizioso perché la domanda di cibo Made in
Italy è in crescente aumento in tutto il mondo. Siamo quarti  nell’export alimentare in Ue, dobbiamo recuperare”. Tra gli  ostacoli alla competitività del settore Scordamaglia ricorda il  nemico contraffazione, sempre in agguato soprattutto laddove i  prodotti italiani non riescono ad arrivare come si deve per  ostacoli doganali o distributivi e l’ultimo caso citato da  Scordamaglia è quello del mercato russo dove a causa  dell’embargo è un fiorire sugli scaffali di imitazioni del made  in Italy.

</span></figure></a> Luigi Scordamaglia, nuovo presidente di Federalimentare
Luigi Scordamaglia, nuovo presidente di Federalimentare

Ma pesano anche sul settore “le barriere non  tariffarie e campagne strumentali come le etichette a semaforo  in Gran Bretagna”. Una tirata d’orecchio il neo presidente la fa  poi ai parlamentari italiani “che legiferano penalizzando solo

le aziende nazionali” con riferimento alla non ancora digerita  vicenda dell’innalzamento della percentuale di succo d’arancia  nelle bevande gasate.
Ma c’è Expo a illuminare il 2015: “Sarà una occasione unica  per raccontare e promuovere i valori che stanno dietro il nostro
modello agroalimentare – dice Scordamaglia che sottolinea anche  il ritorno economico. -. Il nostro padiglione accoglierà  mille buyer che verranno veicolati sul territorio, quindi il  ritorno sarà enorme”.