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Marco Brunelli (Iper e Unes) vende la metà del Fiordaliso per 135 milioni

L’imprenditore milanese Marco Brunelli cede per 135 milioni la metà del centro commerciale Fiordaliso al fondo immobiliare olandese Eurocommercial. Peraltro Brunelli (88 anni a dicembre) è il titolare delle catene commerciali Iper e Unes-U2 . Brunelli ha sottoscritto un pre-contratto con Eurocommercial che dovrebbe perfezionarsi nelle prossime settimane; l’imprenditore milanese probabilmente cede la metà della galleria del Fiordaliso di Rozzano per reperire cash utile alla realizzazione di Arese shopping center, alle porte di Milano.

Eurocommercial invece punta 300-350 milioni sui centri commerciali in Italia, di cui un centinaio per il 100% e la ristrutturazione de I Gigli di Firenze, di proprietà del gruppo Pam. Ma in agenda

</span></figure></a> Marco Brunelli in compagnia di Letizia Moratti
Marco Brunelli in compagnia di Letizia Moratti

c’è anche l’ampliamento del centro Carosello di Carugate, a Nord est di Milano, che richiederà altri 120 milioni e lo shopping di un immobile nel Nord Italia. L’ampliamento di Carosello però si scontra con le resistenze della Regione nella concessione dei permessi mentre i sindaci di Carugate e Cernusco lo appoggiano, anche per i 400 posti di lavoro in più e i 28 milioni di oneri da incassare.

Paese ingessato dalla burocrazia
Sull’eccesso di burocrazia nel nostro Paese, Jeremy Lewis, presidente di Eurocommercial Properties osserva che «ogni paese ha bisogno di burocrazia e l’Italia non fa eccezione. La differenza principale riguarda la natura regionale del paese, con tradizioni locali molto forti e regole diverse per lo sviluppo del territorio. Di conseguenza le autorizzazioni per costruire nuovi centri commerciali sono difficili da ottenere e richiedono molto tempo».: può essere frustrante soprattutto quando si vuole investire per difendere la posizione di mercato o migliorare un centro commerciale. Il risultato oggi è che non c’è un eccesso di spazi commerciali in Italia: il numero di metri quadrati pro capite è molto inferiore rispetto alla Francia».

Poi Lewis aggiunge che con l’acquisto del 50% della galleria del Fiordaliso «l’Italia torna il primo mercato per Eurocommercial con oltre il 40% dei 3 miliardi di euro investiti; ma potremmo arrivare fino a circa il 50%. Gli altri paesi in cui investiamo sono la Francia e la Svezia, sempre ed esclusivamente nel settore retail: centri commerciali, parchi commerciali e una quota ridotta di

</span></figure></a> Jeremy Lewis presidente di Eurocommercial Properties
Jeremy Lewis presidente di Eurocommercial Properties

High Street». Eurocommercial in Italia controlla dieci centri commerciali più 2 retail park tra Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Liguria; i negozi sono 680 e i visitatori 63 milioni.

La qualità supera la crisi
E la crisi del format centri commerciali in Italia? Secondo l’azienda la gestione di qualità di Eurocommercial ha permesso di evitare la crisi e anzi i fatturati dei dieci asset sono cresciuti, semestre su semestre, del 7,2% e, anno su anno, del 5%. Inoltre il fondo olandese punta sulla crescita delle gallerie commerciali e non degli ipermercati. Eurocommercial svolge un ruolo di diversificazione ed investimento in Italia per fondi pensioni, compagnie assicurative e fondi sovrani che sono oggi i suoi azionisti principali.

“Nel prossimo biennio – aggiunge Lewis – saremmo disposti a investire fino a 1,5 miliardi, rispetto ai 3 miliardi investiti nel complesso. Cento milioni sono destinati al centro commerciale di Firenze, I Gigli, per l’acquisto dell’ipermercato, l’adiacente galleria e la relativa ristrutturazione: entreranno nuovi operatori commerciali. Speriamo inoltre di poter completare l’ampliamento del centro commerciale Carosello, con altri 120 milioni d’investimento. L’iter autorizzativo è stato avviato a dicembre 2014 e ci auguriamo che abbia esito positivo”.

  • vincenzo vescovi |

    io sono un artigiano posatore di mamrmi mosaici ecc. ho finito di mettere i marmi nella casa dell’emiro del catar e ad un amico del cugino del principe del grand ducato in lussemburgo mi sono sempre piaciuti ilavori particolari ma, purtroppo con la concorrenza di rumeni e altri con lavori di basso livello non ne ho presi molti. ora noto che le persone stanno nuovamente ricercando la qualità e professionalità e questo fa la differenza. mi piacerebbe collaborare con uno di questi progetti ho anche un web site ma non credo che valga molto io credo che cioche piu conta è vedere il professionista all’opera. grazie chissà se troverò riscontro Vescovi

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