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Olio e contraffazione: Slow food, errore depenalizzare Governo: sanzioni più pesanti

</span></figure></a> Un’operazione anti frode delle forze dell’ordine
Un’operazione anti frode delle forze dell’ordine

Nessuna “depenalizzazione in materia di etichettatura e indicazione dell’origine” dell’olio nello schema di decreto legislativo in esame al Senato che introduce le sanzioni per le ipotesi indicate dal regolamento dell’Unione europea (29/2012) sull’olio d’oliva e sulla sua origine. Anzi, si prevede un aumento delle sanzioni: così i ministeri della Giustizia e delle Politiche agricole, in una nota congiunta, hanno rassicurato oggi le organizzazioni di settore che temevano un passo indietro sulle sanzioni già previste dalla legge salva-olio o legge Mongiello.Tutto ciò mentre si prevede un pugno più duro verso chi compie reato di contraffazione alimentare anche nel disegno di legge in discussione alla Commissione agricoltura della Camera che reca le “nuove norme in materia di reati agroalimentari” elaborato dalla commissione presieduta da Gian Carlo Caselli. Proprio a fronte dell’ipotesi di un addolcimento delle sanzioni nel decreto, il presidente di Unaprol, David Granieri aveva lanciato l’allarme, chiedendo che non ci fosse “nessun bypass legislativo per sostituire le pene per la contraffazione di olio già approvate con leggi dal Parlamento”.

L’ammonimento di Slow food

Anche il presidente di Slow Food Italia, Gaetano Pascale, aveva ammonito che sarebbe stato un “grave errore” depenalizzare i reati connessi alla falsa etichettatura degli oli extravergini. “I consumatori e i produttori onesti – aveva detto Pascale – devono essere tutelati con norme rigorose e con la certezza che gli illeciti volti a minare la trasparenza nella filiera siano puniti anche

</span></figure></a> Operzione anti frode
Operzione anti frode

penalmente”. Il testo del decreto legislativo, oltre a non prevedere la depenalizzazione – sottolineano i ministeri guidati da Andrea Orlando e Maurizio Martina – al contrario, aumenta fortemente le sanzioni amministrative e prevede ulteriori sanzioni per fattispecie nuove, oggi non punite. La prevalenza della norma penale verrà assicurata, in ogni caso e senza dubbi, anche chiarendo ulteriormente che, nel caso di individuazione di illeciti penali, le sanzioni amministrative non verranno applicate, in attesa degli esiti delle indagini penali”.

“Sarà impegno del Governo – concludono i due ministeri – quello di lavorare con le competenti commissioni parlamentari già dalle prossime ore per specificare e rafforzare la prevalenza delle fattispecie penali e il quadro sanzionatorio del decreto affinché possa adempiere alla sua finalità di integrare e irrobustire la legge Mongiello, e le vigenti norme del codice penale, e per continuare ad assicurare la coerenza con i lavori della Commissione Caselli.