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Coop Operaie in concordato: slitta a gennaio la terza rata dei rimborsi del prestito

</span></figure></a> Un ex punto vendita di Coop Operaie di Trieste
Un ex punto vendita di Coop Operaie di Trieste

Niente terza rata dei rimborsi ai soci prestatori di Coop Operaie di Trieste, scivolata in concordato preventivo. Se tutto andrà bene, se ne riparlerà a fine gennaio ha assicurato il liquidatore Maurizio Consoli. Il ritardo rispetto al Piano concordatario è giustificato dalla complessità delle procedure in corso. 

Secondo i piani, con il 10% di rimborso della terza rata,  che si aggiungerà al 30% della scorsa estate e al 21% di ottobre, il totale liquidato arriverà al 61%: un risultato importante a sei mesi dall’omologa del concordato. L’obiettivo del Piano però rimane l’81,38% ma sarà necessario vendere i tre grandi immobili ancora in carico: la sede amministrativa, il magazzino e l’ipermercato di Fiume. Alla fine i risparmiatori dovranno comunque dire addio al 20% dei risparmi. Ma poteva andare peggio se si pensa alla sorte degli obbligazionisti subordinati delle banche al centro della cronaca in questi giorni.

 

Prestito sociale senza rete

</span></figure></a> Risparmiatori traditi durante i giorni caldi del default Coop Operaie
Risparmiatori traditi durante i giorni caldi del default Coop Operaie

Il default della Coop Operaie risale all’ottobre del 2014 e in quell’occasione 17mila libretti di risparmio del prestito sociale Coop vennero congelati per un totale di 103 milioni  (le nove grandi Coop raccolgono complessivamente 11 miliardi con il prestito sociale). Lo scorso marzo i giudici fallimentari friulani ritennero ammissibile le proposte di concordato presentate prima dai vertici di Coop Operaie e poi, in aprile, anche da Coop Carnica. Il sistema dei prestiti sociali è infatti garantito unicamente dal patrimonio della coop stessa. E recentemente Banca d’Italia è intervenuta fissando parametri più stringenti tra patrimonio delle cooperative e prestito raccolto, da 3 a 5 volte (con fidejussione).

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78 addetti in Cigs

Ma la vicenda di Coop Operaie non è solo una questione di risparmio tradito ma anche una dolorosa vicenda di dipendenti senza lavoro. È stato infatti sottoscritto a Trieste, da Filcams, Fisascat e Uiltucs del Friuli Venezia Giulia il verbale di accordo per la mobilità degli ultimi 78 dipendenti ancora in carico alle Coop Operaie triestine, a chiusura di una crisi societaria con una lista di 653 dipendenti.

Al termine della Cassa integrazione guadagni straordinaria, che cesserà il prossimo 4 luglio 2016, scatteranno gli ultimi licenziamenti della storia delle Coop operaie.