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Dopo 110 anni chiude Coop Carnica: 3mila risparmiatori appesi a un filo

</span></figure></a> L’insegna di CoopCa da dismettere
L’insegna di CoopCa da dismettere

Coop Carnica ultimo atto. Dopo 110 anni di attività oggi cala il sipario su Coop Carnica, la catena commerciale friulana scivolata in concordato preventivo lo scorso aprile, subito dopo Coop Operaie di Trieste. La Società anonima cooperativa di consumo Carnica era nata il 29 aprile 1906, nella sala sociale di Villa Santina, a Udine.

La chiusura di CoopCa segue le indicazioni del Piano concordatario, ma arriva al traguardo, pur tra mille incertezze, con una buona notizia: sono stati ceduti tre negozi dei 14 messi all’asta. Rimane però apertissima la partita di circa metà dei 600 lavoratori in cassa integrazione fino ad aprile 2016 oltre che il dramma del prestito sociale: 3mila soci prestatori hanno investito 26,5 milioni in CoopCa. Mediamente circa 9mila euro per libretto. La speranza è di ricavare qualcosa, al massimo un quarto dei depositi, dalla liquidazione dell’attivo di CoopCa.  

La promessa

</span></figure></a> La rivista di CoopCa di due anni fa
La rivista di CoopCa di due anni fa

Coop Nordest però ha promesso, autonomamente, ai soci prestatori di voler restituire, in tre rate, il 50% dei 26,5 milioni di risparmi non più esigibili. L’ultima rata sarebbe corrisposta nel 2018. Da domani però Coop Nordest, fondendosi con Coop Estense e Coop Adriatica, darà vita al colosso Coop Alleanza 3.0. E in gennaio dovrebbe riunirsi il nuovo cda per mettere nero su bianco la promessa.  Dopo le crisi di Coop Operaie e CoopCa, Banca d’Italia è intervenuta fissando parametri più stringenti tra patrimonio delle cooperative e prestito raccolto, da 3 a 5 volte (con fidejussione).

Il Piano concordatario di CoopCa prevede di ricavare dalla liquidazione dell’attivo 44,2 milioni, di cui 33,8 milioni da destinare ai creditori prededucibili e privilegiati; 10,6 milioni per i chirografari, cioè banche, fornitori e soci sovventori. A quest’ultima categoria dovrebbe andare il 67% dei 10,6 milioni dell’attivo, sempre che si riesca a realizzarlo: il punto della situazione verrà fatto nelle prossime settimane dai tre liquidatori, Paolo Rizza, Giovanni Sgura e Roberto Pittoni, che hanno preso le redini dell’azienda dopo lo scioglimento del cda. Nella migliore delle ipotesi i soci prestatori potrebbero rientrare in possesso, sommando la liquidazione dell’attivo al 50% promesso da Coop Nordest, del 75% dei risparmi. Ma non prima di tre anni.

Intanto la magistratura continua le indagini sul crack della CoopCa con una dozzina di indagati e sarebbero diverse centinaia i soci prestatori che hanno deciso di procedere in sede civile contro gli eventuali responsabili del dissesto.