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Parmacotto, l’assemblea dei creditori rinviata al 22 marzo

</span></figure></a> Alessandro Rosi
Alessandro Rosi

Tutto rinviato per l’assemblea dei creditori di Parmacotto. E’ stata posticipata di tre mesi, al prossimo 22 marzo.

L’assemblea dovrà trovare un accordo sul piano concordatario proposto al tribunale fallimentare di Parma dal presidente pro tempore di Parmacotto Alessandro Rosi e dal professor Andrea Mora: i fornitori concordatari chirografari di classe A potranno convertire i loro crediti in strumenti finanziari partecipativi (sorta di azioni che si acquisiscono in cambio di forniture o prestazioni di servizi) e vedersi riconosciuto il rimborso integrale del debito entro il 2024; i creditori di classe B dovrebbero ricevere il pagamento dei crediti integralmente entro il 2016 mediante compensazioni di forniture mentre quelli di classe C dovrebbero incassare il 10% del credito a rate dal 2017 e un altro 15% entro il 2019. Sempre che l’azienda recuperi il terreno perduto e torni alla redditività. Il debito concordatario è poco più di 95 milioni.

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</span></figure></a> Il quartier generale di Parmacotto
Il quartier generale di Parmacotto

Quest’ultima è basata su un piano industriale 2015-2017 che prevede una crescita dei ricavi dai 59 milioni del 2015 dell’ipotesi base (53,3 in quella peggiore) ai 65,5 milioni del 2017 (58,8) con un Ebitda che passerebbe da 2,7 milioni (al peggio 0,7) a 9,1 milioni (5,1).


Concordato in bianco
Nel novembre 2014 l’azienda, in difficoltà, ha avviato l’iter per il “concordato in bianco”, riservandosi di presentare un piano di rientro dell’esposizione. A giugno 2015, il tribunale fallimentare di Parma ha ammesso la Parmacotto alla procedura di concordato preventivo con continuità dell’attività aziendale, dopo aver valutato il piano di ristrutturazione del debito e il piano industriale.
Il piano prevede una ricapitalizzazione della società in misura non inferiore a 11,2 milioni tramite copertura delle perdite e ricostituzione di 3,6 milioni di capitale sociale.


Bene export, Italia in surplace
Ma com’è andato il mercato italiano e l’export nel 2015? Le esportazioni bene: i dai parziali indicano una crescita fino a tutto agosto 2015 dei prosciutti cotti (+39% a volume), dei salami (+3%) e della bresaola (+7,6%). Diverso il trend del mercato italiano. Secondo i dati di Iri riferiti ai canali iper+super+superette, nell’anno mobile terminante ad agosto 2015, le vendite sono rimaste piatte, con una crescita dei salumi confezionati (+7,6% a valore) e una sofferenza del peso variabile (il banco taglio cala del 2,8%). Nel complesso vanno bene prosciutto cotto (+0,3% a valore), crudo e bresaola (+1%); male invece salami (-3,1%), mortadella (-1,4%), pancetta (-4,3%) e coppa (-3,6%).

 

 

 

  • luca |

    Non vi vergognate di essere la gran cassa dell’abusivo e bugiardo Renzi?

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