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Alimentaristi, appello dei sindacati per lo sciopero di venerdì prossimo

</span></figure></a> Braccia incrociate degli alimentaristi negli scioperi di 4 ore delle scorse settimane
Braccia incrociate degli alimentaristi negli scioperi di 4 ore delle scorse settimane

Mancano soltanto tre giorni allo sciopero di 8 ore del 29 gennaio proclamato dai sindacati dell’industria alimentare a sostegno del rinnovo del contratto nazionale.  Intanto in questi giorni si sono svolte le 4 ore di sciopero articolate ed è scattato il  del blocco degli straordinari e della flessibilità.

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Stefania Crogi, segretario generale Flai Cgil, ha inviato una lettera ai lavoratori della categoria. Che recita: “Care compagne e cari compagni, grazie per l’impegno, la passione e il coraggio che state mettendo in campo per la riuscita delle iniziative di lotta affinché si possa rinnovare il contratto nazionale dell’industria in linea con la storia negoziale che negli anni ha fatto grande la contrattazione del settore. Il blocco degli straordinari e delle flessibilità e la straordinaria riuscita delle 4 ore di sciopero la scorsa settimana hanno già prodotto qualche importante segnale tra i settori di Federalimentare”.

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L’appello di Crogi e il silenzio delle imprese

</span></figure></a> Stefania Crogi, della Flai Cgil
Stefania Crogi, della Flai Cgil

Quindi conclude la Crogi: “Lo sciopero di 8 ore del 29 gennaio deve riuscire assolutamente, in linea con il precedente. Date visibilità ai presidi, alle manifestazioni, ai sit-in fuori dalle fabbriche, a livello provinciale o regionale. Ma soprattutto svuotate tutti i posti di lavoro”.
Nessuna segnalazione dalla parte aziendale. Federalimentare non ha emesso nessun comunicato o commento in vista della prova di forza del 29 gennaio. Soltanto al momento dell’abbandono del tavolo negoziale, Leonardo Colavita, delegato per le relazioni sindacali, disse che “il sindacato ha continuato a interessarsi solo agli aumenti salariali indifferenziati, slegati da qualsiasi parametro di produttività, pretendendo di parlare solo di euro in più in busta paga e non di welfare o di aumento di efficienza e di

</span></figure></a> Leonardo Colavita
Leonardo Colavita

creazione di ricchezza. La ciliegina sulla torta è stata l’ulteriore, rinnovata, richiesta di deroga al Jobs act. Ma il Jobs Act è l’unico vero strumento di cambiamento delle regole di questo Paese a cui l’industria alimentare italiana non rinuncerà mai”.
Certo l’adesione allo sciopero dovrà essere davvero elevata per sbloccare un negoziato che, al momento, appare molto difficile da risolvere, incagliato su elementi strutturali.
Del resto il trend dei consumi in Italia non aiuta, anzi rimane deludente, e il solo export non è sufficiente a trainare la produzione.