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Electrolux, stop della solidarietà a Forli, più debole lo stabilimento di Solaro

ElectroluxFuori dalla solidarietà sicuramente lo stabilimento di Forlì (specializzata in forni e piani cottura) e forse anche quello veneto di Susegana (frigoriferi); ancora contratti di solidarietà per i siti milanese di Solaro (lavastoviglie) e friulano di Porcìa (lavatrici).

Ieri si è svolto a Roma, negli uffici del ministero dello Sviluppo economico, un incontro di preparazione tra i soli vertici delle segreterie nazionali Fim, Fiom e Uilm e la direzione di gruppo dell’Electrolux. Tutti smentiscono l’incontro ma la riunione c’è stata in preparazione dell’incontro ufficiale in plenaria del 10 febbraio a Mestre, tra l’azienda e il coordinamento nazionale Fim, Fiom e Uilm composto da delegazioni sindacali e dalle Rsu di tutti gli stabilimenti. Scadenze che per l’azienda svedese cadono in un periodo molto turbolento, subito dopo il fallimento della scalata alla Ge appliances negli Usa e il terremoto ai vertici manageriali.

La scadenza bussa a Susegana
Il tema è l’evoluzione della crisi Electrolux in vista delle scadenze del primo anno del contratto di solidarietà, diverse nei vari stabilimenti. La prima scadenza è il prossimo marzo e riguarda il polo del freddo di Susegana, a cui seguiranno gli altri. A Susegana, dove lavorano circa 1.100 addetti, nel 2015 i volumi produttivi sono aumentati a 830mila pezzi «e per quest’anno – osserva Augustin Breda della Fiom – il budget prevede 860mila frigoriferi, al netto dei 60mila pezzi che dovrebbero essere delocalizzati in un impianto in Ungheria». Oggi la fabbrica però è tornata a 6 ore, dopo molti mesi a orario pieno e con straordinari, «ma ci sono i presupposti per il superamento della solidarietà» sottolinea Breda.
Sulla stessa linea Maurizio Marcon, della Fiom di Pordenone. «Susegana dovrebbe avere carichi sufficienti per uscire dalla solidarietà – spiega il sindacalista – mentre per Forlì è scontato che se ne esca: inutile sprecare ore di solidarietà».

Il fronte del no

</span></figure></a> Manifestazioni di lavoratori di Porcia
Manifestazioni di lavoratori di Porcia

Non la pensa così su Susegana Maurizio Geron, coordinatore nazionale di Fim. Secondo Geron è improbabile che «l’azienda voglia rinunciare alla solidarietà per Susegana. È uno strumento troppo importante e per il quale si è lottato per ottenerlo. In più si consideri che, dopo il picco estivo, in fabbrica si è tornati a lavorare sulle sei ore». Geron ritiene praticamente certo l’uscita dalla solidarietà dello stabilimento di Forlì: «Gli ordini sono abbondanti e sembra che si possa uscire. Ma di queste questioni discuteremo il prossimo 10 febbraio».

Solaro nei guai

ElectroluxSolaro
Nessun dubbio invece per i poli di Porcia e Solaro. Nello stabilimento friulano gli ordini per le lavatrici non sembrano sufficienti per poter fare a meno dell’ammortizzatore sociale. Ma il problema più grosso sembra l’impianto lombardo di Solaro che dà lavoro a 900 addetti. Secondo un sindacalista «Solaro è molto debole: i volumi sono molto bassi. Sembra ci sia un problema di gradimento del prodotto da parte del mercato. Per questo siamo stati noi a chiedere all’azienda di tenere acceso un faro sullo stabilimento».