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Sembrava Moet & Chandon ma era uno spumante: sequestrate 9.200 bottiglie

</span></figure></a> Nas al lavoro
Nas al lavoro

Bloccato dalla Guardia di Finanza di Padova un grosso quantitativo di falso champagne, pronto ad essere immesso nel mercato. Gli uomini delle Fiamme gialle hanno sequestrato 9.200 bottiglie con marchio falsificato Moet & Chandon, oltre ad altre 40mila etichette e 4.200 scatole. Alcune voci non confermate parlavano impropriamente di Prosecco.

Le bottiglie venivano vendute a circa 40 euro l’una ad ignari consumatori italiani, ma anche a negozi di Germania e Polonia. La vendita delle sole bottiglie rinvenute avrebbe fruttato all’ organizzazione, una coppia (lui trevigiano e lei slovacca), un introito di circa 350mila euro; importo destinato a lievitare ad oltre 1,8 milioni di euro se si considerano le decine di migliaia di etichette pronte all’uso. In tutto sono state denunciate otto persone. I sigilli sono stati posti anche ai macchinari necessari per confezionare a regola d’arte le bottiglie, così da trarre in inganno il consumatore.
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Bottiglia senza lotto
L’indagine è nata da un controllo in un esercizio commerciale del padovano dove i finanzieri si sono insospettiti per l’ etichetta di una bottiglia di champagne priva del lotto di fabbricazione. Partendo da quel dettaglio le Fiamme gialle, anche con appostamenti e pedinamenti, hanno scoperto poco prima di Natale un capannone in aperta campagna, al confine tra i comuni di Selvazzano e Abano Terme (Padova), adibito a laboratorio clandestino, nel quale venivano apposte etichette contraffatte di champagne su bottiglie contenenti uno spumante.
L’analisi del vino sequestrato, effettuata dal laboratorio chimico dell’Agenzia delle dogane, ha accertato la genuinità del prodotto, che è stato classificato come vino bianco spumante con un grado alcolico di 11,62. Una volta accertata la genuinità del vino, le bottiglie sono state donate ad alcune associazioni che operano nel Veneto. Si tratta, secondo gli operatori del settore, di uno dei più ingenti sequestri di champagne con marchio contraffatto eseguiti in Europa.
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Lo sfogo di Zanette
</span></figure></a> Stefano Zanette
Stefano Zanette

“Sono indignato di fronte al fatto che si usi ogni pretesto per parlare di Prosecco, anche a  sproposito. Come oggi. Ancora una volta la nostra Denominazione viene tirata in ballo da chi ne parla senza cognizione di causa, senza consapevolezza del danno enorme generato nei confronti di un sistema produttivo virtuoso e soprattutto senza pagarne le conseguenze”. Si sfoga il Presidente del Consorzio della Doc Prosecco, Stefano Zanette.

Poi ha aggiunto: “Sia chiaro una volta  per tutte che il Prosecco per definizione è solo quello certificato ovvero che ha richiesto e ottenuto il contrassegno di Stato emesso dalla Zecca. Quindi il vino sequestrato non può in alcun modo essere identificato con il Prosecco che è una denominazione e non una varietà”.