Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Sindacato e aziende firmano il contratto degli alimentaristi: 105 euro di aumenti

AlimentareStiliSembrava un accordo molto difficile da raggiungere dopo gli scioperi ma poi in tre giorni si è chiuso. Cantano vittoria le parti, sostenendo di non aver ceduto niente.

E’ stato raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto dell’industria alimentare per il quadriennio 2016/2019. Definito un aumento salariale di 105 euro di cui 35 euro nel 2016. All’inizio i sindacati aveva chiesto 150 euro e gli industriali avevano riposto con 7 euro.

I sindacati elencano tra le novità principali, il raddoppio temporale del congedo retribuito di sei mesi per le donne vittime di violenza; Rls di sito per assicurare stessi diritti in termini di sicurezza sul luogo di lavoro; inclusione dei lavoratori stagionali storici nei processi di stabilizzazione; importanza della contrattazione di secondo livello; creazione di un fondo per chi è stato licenziato e per le trasformazioni volontarie in part time, creando una sorta di ponte generazionale in grado di produrre vera e reale occupazione.


Le ragioni dell’industria
Secondo Federalimentare, il rinnovo contrattuale costerà 2.815 euro nel quadriennio di vigenza, compatibile con le esigenze di contenimento dei costi in una fase di faticoso rilancio, dopo lunghi anni di stagnazione produttiva e di crisi. E poi rimarca che sulla parte normativa gli elementi più significativi hanno previsto: l’assenza di deviazioni dal Jobs Act; nessuna deroga né eccezione alle norme in materia di mansioni del lavoratore; maggiore flessibilità, con ulteriori 16 ore (che portano il totale delle ore contrattualmente previste a 88) al di sopra del limite delle 40 ore settimanali.

</span></figure></a> Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare
Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare

Esse saranno retribuite con una maggiorazione inferiore rispetto agli straordinari (20% vs 45%). E’ prevista inoltre una moratoria di un anno sulla contrattazione aziendale di secondo livello e la non sovrapponibilità fra materie e costi della contrattazione nazionale con la contrattazione aziendale. Le parti hanno anche svolto interventi positivi di rilancio e di valorizzazione del welfare contrattuale, volti a favorire il ricambio generazionale delle aziende e il percorso di uscita del personale.

Sulla questione è intervenuto il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia: “Ringrazio il vicepresidente Colavita per quello che ha fatto con pazienza e professionalità e per gli importanti risultati raggiunti assolutamente inediti rispetto ai precedenti contratti del nostro settore. Adesso però si cambi, speriamo sia l”ultimo Ccnl chiuso con l”attuale modello. Lo strumento è davvero diventato inadeguato. Ora, come Confindustria e sindacati, dimostriamo di essere in grado di cambiare sostanzialmente modo di fare relazioni industriali“.