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Turismo, Bit 2016 risale la china puntando su convegni e lusso

</span></figure></a> La Bit dell’anno scorso
La Bit dell’anno scorso

Dopo anni di crisi profonda il turismo in Italia ha iniziato a dare qualche segnale di ripresa già dalla scorsa estate. Ma per le manifestazioni fieristiche di settore è solo la premessa per tentare di uscire dal tunnel, anche perchè le Regioni espositrici, un tempo, grande protagoniste delle Borsa internazionale del turismo, oggi scontano le forti restrizioni sui bilanci.

Bit2016 scalda i motori: dall’11 al 13 febbraio, il quartiere di Fiera Milano a Rho raccoglierà oltre 100 Paesi, 2mila aziende e circa 1.500 buyer su 4 macro aree espositive: Leisure, Mice, Luxury e destination Sport. Mice e luxury sarebbero le migliori carte da giocare. Presenti con un folto gruppo di operatori la Regione Emilia Romagna insieme a Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Umbria, Puglia, Basilicata e Calabria.  Al di là degli annunci però quest’anno non dovrebbe esserci Enit e diserterà Bit anche il Veneto (curiosamente organizzerà un fuori salone).

Risalire la china

</span></figure></a> Corrado Peraboni
Corrado Peraboni

Nelle ultime tre edizioni Bit è passata da 27.235 mq netti espositivi a 13.750 e gli espositori da 345 a 280. I numeri hanno il loro peso ma vanno anche messi in relazione a un diverso modo di partecipare alle manifestazioni. «Inutile nascondersi – ha detto ieri durante la presentazione l’ad del gruppo fieristico Corrado Peraboni – La crisi degli ultimi anni ha indotto le Regioni a tagliare i budget. In passato Veneto e Friuli prenotavano 2mila mq. Oggi Bit non è in grado di crescere sui mq venduti, ma sui contenuti. Le direttrici sono internazionalizzazione, integrazione e diversificazione». Peraboni però non si arrende e ha detto che «entro l’estate elaboreremo un progetto specifico per la partecipazione delle Regioni. E  credo che ne recupereremo qualcuna».

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Una fiera per ogni eccellenza
Peraboni ha sottolineato che l’Italia è il Paese delle bellezze e dell’arte ma non ha una fiera del turismo leader in Europa. “Sarebbe necessario fare sistema – ha detto il top manager – per mettere insieme le forze e dare all’Italia una delle leadership che merita, come nell’alimentare, nel vino e in altri comparti”. Poi su una specifica domanda di un giornalista romagnolo, Peraboni ha detto: “Ma lei crede che se proponessimo a Fiera di Rimini di alternare Bit e Ttg avremmo una risposta positiva?”.