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Da Fazio Wines un milione di bottiglie di vino per il mercato giapponese

</span></figure></a> <strong>In famiglia</strong>.  Da sx, Vincenzo Fazio (con moglie), Giacomo Ansaldi, Lilly Ferro e Girolamo Fazio
In famiglia.  Da sx, Vincenzo Fazio (con moglie), Giacomo Ansaldi, Lilly Ferro e Girolamo Fazio

Un milione di bottiglie in partenza per il Giappone. Per il secondo anno consecutivo la cantina Fazio di Erice si appresta a evadere gradualmente un ordine da un milione di bottiglie di vino bianco e rosso (o forse 1,2 milioni, come nel 2015) alla Japan Salt corporation, che poi girerà a una rete commerciale capillare composta da migliaia di piccoli punti vendita di quartiere (solo 7mila a Tokio). La notizie è emersa nel corso del Press tour sul territorio promosso da Sicilia en Primeur, la manifestazione annuale di Assovini che ha l’obiettivo di presentare i vini dell’ultima vendemmia.

“L’ordine è praticamente in cassaforte – sostiene Lilly Ferro Fazio, export manager della cantina trapanese – ma non è stato facile. Mi sono recata molte volte a Tokio per approfondire la conoscenza dei manager di Japan Salt che abbiamo conosciuto, casualmente, in Sicilia: erano in visita alle saline di Trapani per ordini inerenti il loro core business, il sale, e da lì il primo contatto. Siamo entrambi soddisfatti della partnership, tant’è che anche quest’anno saremo i loro fornitori”.

“Il prezzo di vendita spuntato con i giapponesi non è alto – aggiunge Giacomo Ansaldi, enologo e comproprietario (con il 30%) di Fazio Wines – ma questo ci aiuta a mettere piede in Giappone e avviare un processo di notorietà del brand che, referenza dopo referenza, punta ad aumentare il valore”.

Fazio Wines è controllata con quote di circa il 30% dai fratelli Vincenzo e Girolamo Fazio; un’altra quota dell’11% è in portafoglio alla Cooperativa Primavera, socio conferente di uve.

Per Fazio Wines l’export è anche una via obbligata: la forte concorrenza spagnola sul vino sfuso con prezzi stracciati, impone ai produttori (in particolare siciliani) di cercare alternative, puntando sul vino confezionato e, appunto, sui mercati esteri. L’azienda di Erice dispone di 200 ettari vitati (è attiva anche nello stoccaggio di cereali) e può agevolmente superare una produzione di oltre un milione di bottiglie.

“Non siamo disposti a competere sul prezzo con gli spagnoli – aggiunge Ansaldi (titolare del Baglio relais Donna Franca di Marsala) – Il nostro vino ha una qualità e una storia che intendiamo valorizzare”. Per il 2015 l’azienda dichiara un giro d’affari di 3,5 milioni (2,7 milioni l’esercizio precedente). In questi anni ha sostenuto importanti investimenti tecnologici: in particolare, un impianto fotovoltaico e macchine di ultima generazione per il trattamento delle uve che hanno generato un debito verso banche per circa 2 milioni, di cui 550mila euro per l’impianto fotovoltaico.

La cantina di Erice offre una varietà estesa di vini in diverse linee: in particolare, Selezione Fazio con una decina di vini (vitigni Grillo, Catarratto, Nero d’Avola, Syrah ma anche Cabernet Sauvignon e Merlot); i Classici con almeno mezza dozzina di etichette (Nerello Mascalese, Nero d’Avola, Inzolia). Molto interessante la linea Top Prestige con il bianco e il rosso PietraSacra, quest’ultima una riserva prodotta con Nero d’Avola, affinata per 24 mesi in barrique e 12 in bottiglia. La vigna ha 60 anni.