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Fiera Milano, soci in Brasile e Sud Africa e nuovi eventi negli anni pari

</span></figure></a> Uno scorcio di Fiera Milano a Rho-Pero
Uno scorcio di Fiera Milano a Rho-Pero

Crescita delle manifestazioni in Italia, partnership con i grandi player internazionali e clonazione di alcune mostre di successo nel mondo. A un anno dall’insediamento, si infittisce l’agenda di Corrado Peraboni, ad di Fiera Milano. I prossimi mesi saranno cruciali per il colosso italiano delle fiere. In vista, un paio di alleanze con big player internazionali in Brasile e Sud Africa, il prolungamento e il rafforzamento della partnership con i tedeschi della fiera di Hannover, l’arricchimento del calendario italiano e della gestione diretta degli eventi. A regime queste operazioni, insieme ai tagli dei costi già decisi, dovrebbero essere in grado di aumentare la redditività negli anni pari, a iniziare dal 2018. Il 2016 invece potrebbe chiudersi con una perdita (9 milioni per gli analisti di Banca Imi) e un Ebitda positivo (3,3 milioni).

Finanza in equilibrio
Il recente aumento di capitale e un bilancio 2015 (337 di fatturato e 44 di Ebitda) oltre le attese annovera Fiera Milano tra i pochi quartieri italiani in grado di crescere e guardare con fiducia al futuro, anche se va completamente sciolto il nodo delle partecipate estere: queste l’anno scorso hanno generato appena 9,3 milioni di ricavi, con perdite sull’Ebitda (-1 milione) e sull’Ebit (-11 milioni), su cui hanno impattato le svalutazioni. «È solo questione di tempo – osserva Peraboni – perché entro la fine di giugno chiuderemo il cerchio: in Brasile (Fiera Milano nel 2011 acquistò il 75% di Cipa per 16,2 milioni ndr) e Sud Africa abbiamo subito le perdite che hanno accusato gli altri player, ma questi Paesi si riprenderanno. Infatti alcuni operatori stanno facendo acquisizioni a saldo approfittando della crisi. Terminata la ristrutturazione, ora si tratta di fare massa critica. Siamo in trattative con alcuni grandi operatori globali». Sul fronte orientale domina la partnership con i tedeschi della fiera di Hannover che ha sempre fornito buoni risultati. «Infatti entro giugno dovremmo rinnovare l’accordo – anticipa Peraboni – Non sappiamo se per tre o cinque anni. L’obiettivo però è di rafforzare la presenza in Cina». E le due acquisizioni in Cina? «Per una siamo alla fase della due diligence, per l’altra c’è tempo», sostiene il top manager. I settori in cui opererà la rinnovata partnership tra Hannover e Milano saranno del tutto nuovi: Hannover ha interamente replicato il proprio portafoglio eventi in Cina. All’estero, comunque, si va anche attraverso iniziative speciali. Fiera Milano Congressi e Nolostand, entrambe società del Gruppo Fiera Milano, si occuperanno della realizzazione del padiglione italiano – 1.500 mq – all’interno del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (dal 16 al 18 giugno), a cui parteciperanno anche i premier Renzi e Putin.

 

</span></figure></a> <strong>Corrado Peraboni</strong>
Corrado Peraboni

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Politica del sorriso
Sul fronte domestico, invece, la “politica del sorriso” (e quando serve delle acquisizioni) inaugurata da Peraboni ha portato a risultati concreti. Fiera Milano ha acquisito Ipack-Ima (imballaggio), ospiterà Lamiera dal 2017 (macchine per la lavorazione delle lamiere), ha stretto un’alleanza con Veronafiere per Fruit Veg Innovation che si svolgerà alternativamente a Verona, negli anni pari, dando enfasi alla filiera e alle tecnologie agricole, ed a Milano negli anni dispari, con un focus sul prodotto finito. Ma non è riuscito l’aggancio di Macfrut (per due terzi dedicata alla meccanica) che ha rinnovato l’accordo con Rimini. «Abbiamo fatto un accordo di sistema con Verona – spiega Peraboni – e moltiplicare eventi del food ravvicinati crea solo confusione. Il ministro Carlo Calenda disse che non avrebbe dato più incentivi a pioggia, ma solo se giustificati da una strategia di sistema».
In agenda c’è anche una manifestazione a Milano dedicata all’acqua e collegata al Salone nautico di Genova. «In Francia – spiega Peraboni – si svolge una manifestazione a Parigi e una, collegata, a Cannes. Quindi a Genova si terrebbe l’esposizione con le barche in acqua, a Milano, con l’accordo di Genova e in data diversa, un evento diretto al pubblico, di primo approccio, con canottaggio, pesca e tante attività che si svolgono in acqua».

Anni pari da rimpolpare
E i conti del 2016? «Il calendario è sfavorevole – sottolinea Peraboni – Non abbiamo corazzate e nemmeno triennali. Ipack-Ima si terrà nel 2018. Comunque non è detto che si chiuda sempre in rosso negli anni pari: nel 2018 terremo alcune nuove manifestazioni e poi si vedranno i 2,5 milioni di risparmio sul personale, il 15% di taglio a livello consolidato». Ma non è finita. «Quest’estate – conclude Peraboni – realizzeremo i lavori nelle aree hospitality dei padiglioni, con un upgrading qualitativo che si trasformerà in margini più ampi. Inoltre, dal prossimo gennaio Fiera Milano gestirà direttamente l’incoming, dai biglietti aerei agli alberghi». Dal 2018, invece, torna il calendario fitto e con il gigante Host (mostra dell’ospitalità): «A oggi – assicura Peraboni – abbiamo 800 aziende che hanno prenotato 150mila mq, 20mila in più della precedente edizione».