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Stop alla mobilità dei 123 lavoratori di BolognaFiere

Stop all’avvio della mobilità per 123 lavoratori di BolognaFiere: l’annuncio è arrivato al termine del tavolo tra sindacati, Comune e Regione. I tempi e i modi della sospensione verranno concordati
in un incontro tra azienda e sindacati in programma domani.

Durissimo il commento del consigliere regionale de l’Altra Emilia-Romagna Piergiovanni Alleva, secondo cui “colpisce la disinvoltura con cui la società rivendica il suo presunto diritto a esternalizzare mansioni svolte dai lavoratori interni per risparmiare sul costo dei salari. La vicenda fa toccare con mano il livello di disumanità a cui sono giunte le relazioni di lavoro gestite da personaggi che si ritengono grandi manager”, con chiaro riferimento al neo presidente Franco Boni.

Al di là delle schermaglie politiche, l’ente felsineo ha bisogno di snellire una struttura appesantita, penalizzante rispetto ai virtuosi poli fieristici light di Rimini e Parma. Il restyling di Bologna è necessario se si ambisce a realizzare la holding regionale, già difficile per le diverse sensibilità in campo.
A Boni però spetta l’ingrato compito di fare il “lavoro sporco” per rendere più attraente BolognaFiere. Nel 2015 Bolognafiere ha accusato una perdita consolidata di 6,5 milioni e della capogruppo di 9 milioni.

  • Filippo |

    Questo bilancio é stato ottenuto da una serie di svalutazioni che non erano necessarie studiate apposta per licenziare o per ottenere i fondi promessi dal Comune e dalla Regione per 10 milioni.
    Svalutazioni di 4 milioni di euro per un parcheggio mal gestito dall’attuale staff dirigenziale ;
    altre svalutazioni per 1mln circa ed infine da una perdita straordinaria per la partecipazione ad Expo Milano per 2 milioni.
    Il bilancio preventivo 2016 prevede un robusto attivo e così é stato nel 2014.
    Non mi sembra che ci siano i presupposti per licenziare una categoria intera di lavoratori.
    Ripeto che i 10 milioni promessi da Comune e Regione serviranno per pagare 2 Presidenti, 6 direttori, 20 quadri ed altri 2 mln. di consulenze , tutte persone che non si capiscano cosa facciano come impieghino il loro tempo se non a firmare delle carte per poi passarle da una scrivania all’altra.
    Siamo una delle poche aziende che si permette di avere due Presidenti e 26 illustri che costano almeno 4 milioni all’anno.
    Ecco la verità

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