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La sede Lavazza di Corso Novara

I mercati esteri trainanano i conti di Lavazza

I conti della Lavazza trainati dallo sviluppo dell’estero e dalla crescita delle capsule e delle macchine per caffè: nell’ultimo esercizio, 111 dei 128 milioni di crescita dei ricavi sono arrivati dalle piazze internazionali. Inoltre dalla cessione della partecipazione americana Keurig Green Mountain (8,1%), il gruppo torinese ha realizzato una plusvalenza di 822,8 milioni (su 1,16 miliardi di introito), in parte utilizzata per rilevare la francese Carte Noire per oltre 700 milioni, mentre i soci Lavazza hanno deciso di destinare 25,2 milioni degli 802 milioni di utile di esercizio ai dividenti e riportando il resto a nuovo. I particolari del 2015 di Lavazza sono emersi con la pubblicazione del bilancio consolidato.
L’azienda guidata da Antonio Baravalle poteva finanziare interamente l’acquisto di Carte Noire, contando, a fine esercizio, su una posizione finanziaria netta positiva per 1,35 miliardi. Ha scelto però di rimanere liquida: a febbraio ha sottoscritto un corporate loan a 5 anni, a tasso variabile, per un importo di 400 milioni con un pool di quattro banche (club deal). E il mese successivo lo ha convertito in tasso fisso mediante un’operazione di Interest rate swap.
Lavazza ha destinato 5,3 milioni per la dismissione dello stabilimento di Verres e 11 milioni per le operazioni di trasferimento nel centro direzionale di Torino.

Più volumi 
L’anno scorso il gruppo Lavazza ha registrato volumi in crescita del 4,4% e un fatturato di 1,47 miliardi (comprende per un trimestre la danese Merrild), in crescita del 9,6%.
La società ha aumentato i ricavi esteri da 665 a 777 milioni (di cui 307 extra Ue) e l’incidenza è passata dal 50 al 53%. A trainare le vendite sono stati, in particolare, Usa (+35%), Regno Unito (+19%), Germania (+19%) e Francia (18%).
In generale, le vendite di caffè confezionato del gruppo Lavazza sono aumentate di 110 milioni, quelle per il caffè in capsule di circa 15 milioni a 304, a cui si aggiungono 83 milioni di macchine e attrezzature. Come spiegare il quasi dimezzamento dell’Ebit (da 156 a 72 milioni)? L’azienda lo giustifica con il maggior costo del caffè crudo, con l’incremento dei costi per servizi promozionali, marketing e comunicazione.
All’estero Lavazza ha aumentato le vendite nel canale domestico del 20% a volume e del 30% a valore, in particolare negli Usa, Regno Unito e Germania. Buona anche la performance del marchio appena acquisito Merrild che propone un caffè tradizionale. Traina il segmento del fuori casa: il business del food service balza del 13% a valore, soprattutto in Francia, Regno Unito e Usa. Brillante anche il vending, specie nel Regno Unito.

La dieta italiana

In Italia, l’anno scorso il mercato ha fatto un altro passo indietro: -2,7% a volume e +0,9% a valore grazie a un prezzo medio cresciuto del 3,8%. Ma quello che preoccupa di più è l’orientamento del consumatore verso prodotti economici. In conseguenza anche quelli marchiati Lavazza hanno perso posizioni sia a volume che a valore, soprattutto nel segmento del moka. Positivi invece i risultati nei segmenti del decaffeinato, dei prodotti in grani e dell’espresso.
Per il 2016 la società segnala progressi delle vendite nei primi mesi e un prezzo del caffè crudo basso, ma la stagnazione dei paesi Euro e in Italia la inducono a previsioni caute. In più la imprevista Brexit lascia qualche dubbio sul futuro del business in una piazza importante come il Regno Unito, mercato test anche per il caffè solubile Prontissimo!