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SanCarlo

Patatine e snack, gli sconti alla grande distribuzione prosciugano la crescita di San Carlo

Più ricavi per patatine e snack San Carlo ma lo spostamento degli sconti in fattura concessi alla grande distribuzione prosciugano la crescita del fatturato.
L’anno scorso il gruppo alimentare milanese San Carlo ha realizzato ricavi dalle vendite per circa 352 milioni, +2,1% sull’esercizio precedente. Ma la decisione (anche per l’articolo 62) di portare in fattura gli sconti  concessi ai retailer ha fatto salire il totale a 75,2 milioni, il 7,8% in più. Alla fine l’effetto contabile ha visto i ricavi netti aumentare di uno striminzito 0,6% a 276,5 milioni.

Tutto ok

Per il presidente del cda di San Carlo Gruppo Alimentare Alberto Vitaloni è stato comunque un anno positivo: la società ha rafforzato i vantaggi competitivi riassumibili nel servizio al cliente, nella qualità del prodotto e nel marchio e comunicazione.
Tuttavia il mercato italiano rimane ancora stagnante, con una forte compressione dei margini. Peraltro confermata da una pressione promozionale nella Gdo ancora elevata. Inoltre l’anno scorso è sbarcata sugli affollati scaffali italiani il gigante Pepsi con le patatine Lay’s, distribuite da Ferrero.

San Carlo produce patatine e snack (di fascia alta) e le distribuisce in 170 centri in Italia con 1.285 furgoni su 200mila punti vendita (settimanalmente). Gli altri marchi della scuderia sono Rodeo, Dixi, Flash, Rustiche, Highlander, Wacko’s e Junior.
Concorrenti nel settore rimangono Amica Chips (di Alfredo Moratti), Pata e le private label.

I margini

L’anno scorso il gruppo alimentare di via Turati ha registrato un Ebitda di 25 milioni, in lieve crescita sui 24,5 dell’esercizio precedente. E un utile netto di 7,1 milioni. Il debito finanziario netto è di 60 milioni. Il patrimonio è di 177 milioni.
La società è controllata da Unichips Finanziaria che ha come azionisti la famiglia Vitaloni; l’ottantenne Alberto con una quota del 52% e i figli Michele, Susanna e Francesco.
I 5,5 milioni di utile netto della holding dei Vitaloni sono stati destinati tutti a riserva.