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Campari

Campari, meno utili nel semestre: paga i costi di Grand Marnier

Il gruppo Campari ha chiuso il primo semestre 2016 con un utile netto in calo a 67,2 milioni. La flessione (-13,8%), spiega un comunicato, è interamente dovuta a rettifiche di oneri operativi per 14,5 milioni, principalmente attribuibili ai costi dell’acquisizione di Grand Marnier. L’utile netto rettificato si attesta invece a 77,3 milioni (+9,4%).
Le vendite nei primi sei mesi dell’anno sono ammontate a 743,9 milioni (-1,8% e variazione organica +5%). Il margine di contribuzione si è attestato a 297,6 milioni (+3,6%, variazione organica +7,4%), pari al 40% delle vendite, l’Ebitda rettificato a 172 milioni (+6,3%, variazione organica +9,1%, 23,1% delle vendite). L’Ebit rettificato è risultato pari a 146,4 milioni (+5,6%, variazione organica +7,9%).
Il debito finanziario netto è salito a 1.342,9 milioni (da 825,8 milioni a fine 2015), a seguito del pagamento dell’acquisizione di Grand Marnier per complessivi 682,9 milioni.
“Guardando alla seconda parte dell’anno – ha dichiarato l’amministratore delegato Bob Kunze-Concewitz – riteniamo che le prospettive delineate a inizio anno rimangano sostanzialmente invariate. In particolare, con riferimento al quadro macroeconomico, riteniamo che la volatilità in alcuni mercati emergenti, nonché l’incertezza sull’evoluzione delle principali valute rispetto all’euro possano continuare. Contestualmente, rimaniamo fiduciosi nel conseguimento di una performance positiva e profittevole del business”.