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Sanpellegrino cede l’acqua minerale Recoaro all’olandese Spumador

L’acqua minerale Recoaro passa da Sanpellegrino alla società comasca Spumador mentre i brand Gingerino e Acqua brillante rimangono in portafoglio alla Sanpellegrino, anche se continueranno a essere prodotti nello stabilimento vicentino di Recoaro Terme. Tutto secondo l’agenda del management del gruppo Nestlé.
L’annuncio dell’accordo preliminare è stato comunicato ieri nel corso dell’incontro con le rappresentanze sindacali che però non hanno gradito la notizia: oggi infatti si replicano le 8 ore di sciopero, dopo quelle di ieri.

La sorpresa
«L’incontro l’avevamo chiesto per avere rassicurazioni che un’eventuale cessione dell’acqua minerale comprendesse anche i brand Gingerino e Acqua Brillante – osserva Daniele Zambon, segretario Fai Cisl Vicenza -. Ma ci hanno subito detto della firma del preliminare di contratto del giorno prima con Spumador e della cessione disgiunta».
«Lo sciopero di domani (oggi per chi legge ndr) – aggiunge Attilio Cornelli, segretario nazionale Fai Cisl – vuole essere un segnale chiaro sulla carenza di garanzie per il futuro. Non possiamo ostacolare la conclusione di un accordo tra due imprese, ma vogliamo garanzie sulla stabilità dell’accordo di produzione a Recoaro dei due brand».
Per Mauro Macchiesi, segretario nazionale Flai Cgil, «il valore della produzione è dato dalle bevande più che dall’acqua minerale: il tavolo di crisi del territorio opererà in questa direzione nei tre mesi che presumibilmente saranno necessari per arrivare al closing dell’operazione. Servono certezze».

L’anno scorso l’impianto vicentino di Recoaro ha imbottigliato circa 90 milioni di litri di acqua per un fatturato complessivo di 26,8 milioni di euro. Il sito impiega una settantina di dipendenti. Recoaro fa capo a Sanpellegrino che l’anno scorso ha realizzato il miglior bilancio della sua storia: 991 milioni di fatturato (+13,4%) e un utile di 107 milioni (+50%). Recentemente Sanpellegrino ha ceduto San Bernardo e Pejo ma ha investito 16 milioni sullo stabilimento frusinate di Castrocielo che produce l’acqua Vera. La strategia dell’ad di Sanpellegrino Stefano Agostini è chiara: concentrare gli investimenti sui brand maggiori.

Spumador spumeggiante
Quanto a Spumador, la società di Cadorago fa capo all’olandese Refresco Bv, attraverso Refresco Italy. Imbottiglia acqua minerale (tra cui i brand S. Antonio e Valverde) e bevande gassate. Ieri l’amministratore delegato Roberto Rossi era presente al meeting con i sindacati. «Spumador – racconta Cornelli – ha quattro siti produttivi in Italia e dispone delle tecnologie più avanzate. Con la società abbiamo appena firmato un accordo integrativo per lo stabilimento abruzzese di Sulmona». Sito che Campari chiuse nel 2007 e che Spumador rilevò.

Perdite calanti
L’anno scorso Spumador ha realizzato ricavi per 149 milioni (139 nel 2014), un Mol di 11,2 milioni (10,2) e una perdita di 877mila euro a fronte di -4,97 milioni nel 2014 e -5,4 milioni nel 2013. La controllata ha ricevuto da Refresco Italy un versamento a fondo perduto di 66 milioni. Con il quale si è provveduto a restituire un finanziamento di 54,3 milioni alla stessa Refresco Italy. Refresco è tra i big delle private label in Europa, un settore ipercompetitivo e con margini all’osso.
Il calo delle perdite di Spumador sono spiegate con un miglioramento delle vendite e una riduzione degli oneri finanziari. Nei prossimi esercizi si punta a una crescita dei ricavi e sui benefici derivanti dai risparmi generati dagli investimenti e dalle operazioni effettuate nel 2015.