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Carrefour ritrova la via della crescita ma il bilancio rimane in profondo rosso

Colpo di acceleratore di Carrefour Italia: nel primo semestre del 2016 la catena francese mette a segno una crescita dei ricavi del 2,9% a 2,66 miliardi, superiore alla media del mercato. Il mercato italiano secondo Iri ha registrato a giugno 2016 un progressivo delle vendite del +0,3% sia a valore che a volume.
Carrefour Italia sembra raccogliere i primi frutti di una lunga operazione di trasformazione e razionalizzazione (con cessioni, riduzioni di superfici, concentrazione al Nord ma anche acquisizioni di pezzi di catene di Billa e Lombardini) con la regia dell’ad Eric Max Uzan, in sella dal 2013, che ha cambiato la società. Anche se questo è costato centinaia di milioni di perdite: almeno 96 milioni l’anno scorso e 2,4 miliardi nel periodo 2010-2014 (ingenti le svalutazioni). E’ stato possibile sostenerne il costo solo grazie a un colosso mondiale come Carrefour che nel solo primo semestre di quest’anno ha generato ricavi netti per 36,3 miliardi e un Ebitda di 1,44 miliardi.

Carrefour Italia è strutturata, sostanzialmente, nelle società operative Ssc (56 ipermercati), Gs (oltre 441 supermercati Market) e Diperdì (583 Express). Per il 2015 la società dichiara una quota di mercato complessiva del 7% (6,5% nel 2014) e un fatturato di 4,9 miliardi (4,61 miliardi), compreso 159 milioni di vendita carburanti. In crescita quasi tutti i comparti: 1,99 miliardi (1,76) per i supermercati, 1,81 miliardi per gli iper (1,77), 705 milioni (660) per i negozi di vicinato. In calo l’ingrosso (18 cash&carry): da 251 milioni a 238.

Rilancio e innovazioni
Gs spa controlla Ssc, DiperDì, Carrefour property e altre attività minori. L’anno scorso Gs spa ha perso nel complesso 95,7 milioni (112 l’esercizio precedente). Quanto al dettaglio delle controllate, la società Ssc (con il 76% delle vendite realizzate al Nord) ha segnato un margine commerciale di 606 milioni ma un Ebitda in rosso per circa 16 milioni; la perdita di esercizio è arrivata a 53,5 milioni. In rosso anche l’esercizio di Di per Dì srl: -16,9 milioni, meglio dei -18,9 milioni dell’anno prima e un po’ peggio dei -16 milioni del 2013.

Nella relazione di bilancio di Ssc, Uzan scrive che «di fronte all’evidente e generale flessione in termini di produttività dell’ipermercato, la società ha avviato una profonda riflessione sulla struttura del formato che ha condotto prima alla razionalizzazione della rete e poi al lancio di un nuovo ipermercato (quello milanese di Carugate ndr) che costituirà un punto di riferimento per i nuovi futuri investimenti nei punti vendita». Ma nel campo delle innovazioni al top manager transalpino ne vanno riconosciute diverse, tra cui la formula commerciale H24, il punto vendita aperto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.