Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
Tlc

Gli smartphone trainano il mercato ma l’estate tradisce frigo e condizionatori

Smartphone e Tv flat trainano il mercato dei prodotti elettronici, mentre rallentano gli elettrodomestici, in particolare deludono le vendite della refrigerazione e della climatizzazione a causa di un’estate non troppo calda.
Nel primo semestre del 2016 il mercato italiano dei beni di consumo elettronici ha segnato, secondo le rilevazioni di Gfk, una crescita del 3,4%, rispetto all’analogo periodo dell’anno prima, a 8,62 miliardi.

Tlc a mille 
Almeno fino a giugno, tutti i settori registravano un trend positivo, con la sola eccezione del comparto foto e del settore delle forniture d’ufficio.
In grande spolvero le tlc, con gli smartphone che trascinano il comparto del 7% a circa 3 miliardi. Gli smartphone però crescono a valore ma calano a volume. Bene anche cuffie con microfono e i segmenti health and fitness trackers e gli smartwatch, grazie ai nuovi modelli lanciati sul mercato.
Nell’elettronica di consumo il comparto cresce, nel semestre, del 2,3% a circa 1,2 miliardi, ma emerge il balzo della Panel Tv flat, del 10% nel secondo trimestre.

Probabilmente per l’approssimarsi degli europei di calcio e delle olimpiadi. Nei grandi elettrodomestici si registrano incrementi di fatturato per tutti i prodotti, con un +3,7% complessivo a 1,63 miliardi. Al suo interno, le lavastoviglie confermano il trend positivo insieme a piani cottura e asciugatrici; la lavatrice,il prodotto più importante del settore, si mantiene in area positiva, anche se l’intensità della crescita è più ridotta che in passato. Nel semestre i grandi elettrodomestici aumentano le vendite del 3,7% a 1,6 miliardi. Diverso però è oggi il discorso, dopo un’estate non torrida, come accadde nel 2015. «C’è stato un rallentamento del grande elettrodomestico – conferma dalla Ifa di Berlino Giancarlo Nicosanti, ad della catena commerciale Unieuro – In particolare, i numeri sono mancati nell’area del condizionamento».

Flop del frigorifero
«Le vendite sono risultate deludenti nella refrigerazione e nel condizionamento – interviene, sempre da Berlino, Federico Mangiacotti dg di Beko – In quest’ultimo comparto Beko è cresciuta ma il mercato si è contratto. Si pensava che il caldo estivo potesse spingere le vendite di frigoriferi, almeno sui livelli dell’anno precedente, ma questo non è avvenuto». Secondo alcuni retailer ci sarebbero stati picchi negativi fino al 20/30%.
«Mentre il lavaggio non è andato così male» aggiunge poi Mangiacotti. E l’effetto incentivi per gli elettrodomestici legati alla ristrutturazione delle cucine? «Personalmente sono scettico su questi strumenti – risponde il top manager di Beko – perchè hano effetti limitati nel tempo e alla fine drogano il mercato. Preferirei provvedimenti strutturali, come il taglio delle tasse».
Quanto alla performance della telefonia nel primo semestre, la spinta degli smartphone tende a scemare? «Non mi risulta – risponde Nicosanti – Le vendite rimangono vivaci e Unieuro ha fatto anche meglio della media di mercato: un paio di punti in più».

Raddoppio a Piacenza
Unieuro ha chiuso il bilancio consolidato 2015/16 (nello scorso febbraio) con 1,57 miliardi di ricavi (+12%) e un progresso del 41% dell’utile operativo a circa 43 milioni. L’utile netto è stato di 9,2 milioni. La quota di mercato è del 12% considerando le sole vendite dirette e del 13% comprendendo anche gli affiliati. E in quest’anno fiscale? «Faremo qualche punto in più – risponde, mantenendo un basso profilo, Nicosanti – Saliremo a 1,6 miliardi di fatturato». Il top manager conferma anche il raddoppio della piattaforma logistica di Piacenza: «La realizzeremo tra il 2017 e il 2018 – precisa – ed essendo in affitto l’investimento lo realizzerà il proprietario, le Generali».
Tornando ai dati di Gfk, nel business dell’informatica, il progresso è minimo: +0,8% nel semestre a 1,4 miliardi, ma con tablet e Pc in posizione trainante.
Nell’area dei piccoli elettrodomestici (+1,3% a 488 milioni), i prodotti per la cura della casa registrano prestazioni positive, con ferri da stiro e aspirapolveri in accelerazione.
In retromarcia invece il settore foto: la contrazione delle vendite è dell’1,5% su base annuale. È soprattutto la frenata delle fotocamere digitali (-5,1%) a impattare negativamente sulle performance di tutto il comparto.