Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
PastaRussia

Giornata mondiale della pasta: la crisi fa passare la fame di spaghetti ai russi

Italiani “mangiaspaghetti”? Per ora sì, siamo quelli che ne mangiano mediamente 24 kg l’anno a testa. Ma non siamo più soli.  Lentamente i russi, per esempio, sono arrivati a 8 Kg.
In Russia, secondo dati Aidepi, l’Associazione dei pastai, la pasta italiana è stata la più importata nel 2015 con 29mila tonnellate e un controvalore di 28,6 milioni di euro.
La Russia è il nuovo terreno di scontro di grandi brand tricolori: operano da anni De Cecco (con marchi locali), Colussi, Zara e, più recentemente, Barilla.

La Giornata mondiale della pasta, ha detto Paolo Barilla, presidente di Aidepi, “ci offre ancora una volta l’opportunità
di raccontare questo alimento straordinario che per la sua capacità di superare confini culturali e geografici, si candida a cibo ideale per sfamare il mondo. E rispetto a 18 anni fa,
anno del primo World Pasta Day, oggi sono quasi raddoppiati – passando da 30 a 52 – i Paesi del mondo dove se ne consuma più di 1 kg a testa”.

Alimento crossover
“La pasta è l’alimento crossover per eccellenza – ha sottolineato il presidente dei pastai italiani e mondiali (Ipo) Riccardo Felicetti  – perché si abbina a tutte le cucine e vede crescere la geografia sia dei paesi consumatori che produttori. Anche se quella made in Italy fa scuola: nel mondo un piatto su 4 di pasta è di produzione italiana”.
In questo quadro, nel 2015, l’Italia ha prodotto 3,2 milioni di tonnellate di pasta per un valore, secondo dati Aidepi, di 4,5 miliardi di euro. Ma nel biennio 2015/16 l’export di pasta è in calo: nei primi 7 mesi dell’anno -4% a valore. Probabilmente anche per la concorrenza, in particolare dei turchi. Mentre sul mercato italiano il trend è negativo da qualche anno.

Alla pasta è dedicato, fin dal 1998, il World Pasta Day che sarà celebrato, con la partecipazione di oltre 200 pastai da tutto il mondo il 25 ottobre a Mosca.
Ai fornelli per il World Pasta Day si terrà a Mosca la sfida-incontro ai fornelli tra gli chef Vladimir Muknin e l’italiano Davide Scabin. Coldiretti metterà in risalto la pasta
con semola 100% made in Italy, mentre sulle navi della flotta Costa Crociere, in collaborazione con Barilla, la pasta sarà protagonista a bordo per un giorno intero con ricette d’autore e
attività creative sul tema “gioielli di pasta”.

Crisi e spaghetti
La diffusione della pasta in Russia, ha sottolineato Felicetti, è sorprendente con 1,1 milioni di tonnellate di spaghetti cosumati. Purtroppo la complessa situazione geopolitica, con l’embargo e la crisi del rublo, ha bruscamente interrotto la crescita del nostro export verso questo Paese: rispetto al 2014 abbiamo esportato il 52% in meno, tornando a valori di cinque anni fa. E anche il primo semestre del 2016 conferma la caduta delle vendite (-31%). Tuttavia De Cecco, Barilla e Colussi producono sul luogo da tempo.
In Russia l’embargo non vieta l’export di pasta italiana ma ha indirettamente impattato. Inoltre, con la crisi del rublo i “macaroni” sono diventati un prodotto caro per i russi. “Tuttavia noi pastai nella Russia continueremo a crederci e a investire – ha detto Barilla -. Ci sono ancora margini  per rilanciare questo mercato e tornare a crescere”.

 

 

  • sinapsi81 |

    La Russia è il primo produttore di grano al mondo.
    Entro il 2020 diventerà uno dei primi produttori di pasta.

    Ci sarà un importatore in meno e un concorrente in più.

  Post Precedente
Post Successivo