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Via alla cessione Biondi Santi: la famiglia incassa i primi 15 milioni per il 58%

La vendita di Biondi Santi avanza di un altro passo. Dopo l’annuncio della cessione della maggioranza alla francese Epi, lo scorso dicembre si è passati dalle parole ai primi fatti.

Jacopo Biondi Santi (nella foto) ha ceduto la presidenza della cantina alla madre 88enne Maria Floria Petri; Jacopo e la sorella Alessandra sono diventati consiglieri. I tre contitolari della quota del 58,03% della Società agricola Greppo (29,02% la signora Petri e il 14,51% ciascuno ai figli) hanno sottoscritto un accordo quadro all’interno del quale si impegnano a cedere l’intera quota della  Greppo a Epi e incassando, in cambio, una caparra confirmatoria di 15 milioni. Epi ha così acquisito il pegno sul 58,03% della società agricola. Nel contratto tra famiglia Biondi Santi ed Epi c’è anche la clausola che, in caso di ripensamento, i venditori paghino il doppio della caparra incassata.

Questo dovrebbe essere il passo preliminare per la definizione conclusiva, forse entro febbraio, della transazione che vede passare la storica cantina di Montalcino (ma con un  esiguo fatturato) sotto le bandiere del produttore transalpino.
Per il resto delle quote, un pacchetto del 21,97% farebbe ancora capo a Jacopo Biondi Santi ma pignorata da Mps; altre due quote del 10% ciascuno sono intestate alla signora Petri e alla figlia Alessandra.

Il dossier Montepò
Quanto alla società agricola Montepò, detenuta al 100% da Jacopo Biondi Santi e interamente in pegno a Mps, è stato oggetto di esecuzione immobiliare su istanza di Mps al Tribunale civile e penale di Grosseto, giudice esecutivo Vincenzo Pedone.
Mps aveva concesso nel 2007 a Biondi Santi un mutuo agrario di 7,5 milioni. L’insolvenza ha fatto scattare il pignoramento.
Quale il valore di Montepò? La perizia di Daniele Avanzati ha stabilito un controvalore di Montepò pari a 17,53 milioni, di cui 10,7 milioni di fabbricati (compreso il castello) e 6,8 milioni per i terreni. Dalla tenuta di Montepò (meno nobile del Greppo) escono alcuni vini di qualità come lo Schidione e il Sassoalloro.
Negli ultimi tre esercizi Montepò ha registrato costantemente un fatturato modesto, intorno ai 300mila euro ma con debiti per circa 18 milioni.

Con le risorse recuperate dalla vendita del Greppo Jacopo potrà onorare il suo debito e Mps potrà monetizzare almeno una delle tante sofferenze che la opprimono.