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Unicoop Tirreno, crisi industriale e patrimoniale: ora 481 esuberi

La crisi di Unicoop Tirreno si avvita. E la soluzione diventa sempre più difficile.

La cooperativa ha annunciato un nuovo piano industriale che prevede la chiusura di 12  supermercati mentre altri 8 saranno ceduti. Il contratto integrativo verrà congelato. Inoltre Unicoop Tirreno – con sede a Piombino e oltre un milione di soci – ha annunciato 481 esuberi a tempo pieno che secondo i sindacati, per effetto del gran numero di dipendenti part time, corrispondono a 600-700 persone in meno.


Crisi da lontano

In realtà questa è sola la punta dell’iceberg: Unicoop è in un mare di guai da diversi anni. Ha perso circa 100 milioni nei sei anni fino al 2015, depauperando il patrimonio. Solo nel 2015  

Coop
ha perso 17 milioni e quello prima 24 milioni. Sono stati ceduti due punti vendita (Afragola e Guidonia), fonti di pesanti perdite.
Per questa situazione Bankitalia le ha ingiunto di rafforzare il patrimonio a garanzia dei 120mila soci-prestatori che le hanno affidato circa 1,1 miliardi (al 31 dicembre 2015) come prestito sociale. Unicoop Tirreno ha un patrimonio consolidato stimato di 191 milioni, con un rapporto patrimonio/prestito sociale che sfiora 1 a 6. Quindi, secondo i parametri Bankitalia, va riportato al livello di 1 a 3 e Piombino deve trovare 150-180 milioni.