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Media World, nulla di fatto con i sindacati sul nodo dei 316 esuberi

Nulla di fatto tra sindacati e Mediamarket (proprietaria della catena Media World). Le parti si sono aggiornate al 24 marzo per sciogliere il nodo degli esuberi.

Oggi la situazione è quella firmata lo scorso 27 giugno, in occasione dell’accordo di proroga del contratto di solidarietà che conclude il ventaglio di strumenti messi a disposizione per chiudere la procedura di licenziamento collettivo dall’azienda per 316 esuberi (in 27 punti vendita).

Solidarietà e incentivi
Secondo i sindacati, “le parti hanno condiviso che gli strumenti finora concordati saranno ancora utili (contratto di solidarietà difensivo, incentivi ai trasferimenti volontari ed incentivi a riduzioni orarie volontarie), anche se non è chiaro se l’impresa sarà nelle condizioni di investire nuovamente risorse sugli incentivi alla non opposizione al licenziamento”.

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto di valutare percorsi formativi che supportino percorsi di crescita professionale interna sia per avanzamenti di ruolo sia per fornire agli addetti le competenze necessarie di pre e post vendita, evitando così di attingere da risorse esterne o di terziarizzare alcune attività, come già sta accadendo.
Inoltre le organizzazioni sindacali hanno dichiarato all’impresa che la richiesta di inserimento di lavoro domenicale e festivo alle lavoratrici e ai lavoratori che richiedono il part time o il trasferimento è inaccettabile, innanzitutto perché spesso dietro a tali richieste ci sono esigenze personali ma anche perché depotenziano uno strumento utile a ridurre gli esuberi.

I conti
Mediamarket spa ha chiuso il bilancio 2016 (al 30 settembre) con utili per 15,11 milioni.  Nell’esercizio precedente la perdita era stata di 2 milioni e nel 2014 addirittura 13,3 milioni. A causa della crisi, l’azienda aveva concordato con il sindacato uscite incentivate per 500 addetti su 6mila. Inoltre più recentemente Media World ha provveduto al ricambio di alcuni manager chiave.