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Lavorazione del pomodoro in Conserve Italia

Pomodoro cinese nei nostri piatti? No, finisce tutto all’estero, dicono gli industriali

Concentrati di pomodoro cinese nei nostri piatti? No, dicono gli industriali italiani di Anicav.  Giurano che passate, polpe e pelati rappresentano il 98,5% del pomodoro che arriva sulle nostre tavole, ed è tutto italiano. Il consumo italiano di concentrato di pomodoro è pari a poco più dell’1,5% del mercato dei derivati del pomodoro.

Coldiretti sostiene che “dalla Cina si sta assistendo ad un crescendo di navi che sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. Un commercio che va reso trasparente con l’obbligo a indicare in etichetta l’origine degli alimenti che attualmente vale in Italia solo per la passata di pomodoro ma non per il concentrato o per i sughi pronti”.

“Le aziende italiane – replica Anicav – trasformano mediamente oltre 5 milioni di tonnellate di pomodoro fresco all’anno. Importiamo circa 200mila tonnellate di concentrato di pomodoro da diversi mercati mondiali, quali la Cina, gli Usa, la Spagna, il Portogallo e la Grecia, ma lo rilavoriamo e ne esportiamo più del doppio. Pertanto, la produzione e la rilavorazione del concentrato è destinata essenzialmente al mercato estero, generando un volume di affari di circa mezzo miliardo e qualche migliaio di occupati”.

Secondo i dati Istat-Federalimentare, nei primi 11 mesi del 2016, l’import di conserve di pomodori e pelati è balzato del 14,4% a 192mila tonnellate mentre l’export è cresciuto del 7,1% a 1,844 milioni di tonnellate.