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Granoro investe 13 milioni per crescere sui mercati internazionali

Granoro festeggia i primi 50 anni con un maxi investimento in capacità produttiva di 13 milioni, grazie anche a un accordo di programma con la Regione Puglia. L’investimento sarà realizzato tra il 2017 e il 2018 e finanzierà, con precisione, l’ampliamento delle linee di produzione e il rinnovo tecnologico degli impianti di confezionamento. «L’obiettivo finale dell’aumento di capacità produttiva – sostiene il direttore amministrativo Francesco Buonomo – è quello di soddisfare la crescente richiesta proveniente dai Paesi asiatici e del sud America a cui Granoro guarda con interesse».

La società, controllata da Marina e Daniela Mastromauro, ha generato nel 2016 ricavi per 70 milioni (71 l’esercizio precedente) ed esporta la metà della produzione in 150 Paesi. Dallo stabilimento barese di Corato esce soprattutto pasta, 3.500 quintali al giorno (compresa una linea biologica), ma il brand Granoro accompagna anche condimenti e sughi, olio, risi e legumi.

Fondi agevolati
«I 13 milioni dell’accordo di programma con la Regione Puglia – spiega Buonomo – non sono a fondo perduto ma, nella misura del 20%, permettono alcune agevolazioni fiscali. Inoltre i fondi regionali permettono di riassorbire l’esposizione verso le banche» che nel 2015 era di circa 29 milioni. «Sono debiti da investimento – precisa Buonomo – che nel 2016 sono calati, addirittura del 40% rispetto al picco del passato». Il bollettino della Regione Puglia specifica di destinare a Granoro 13,1 milioni, con agevolazione massima di 3,1 milioni.

Perchè investire nella pasta, che segna export in calo e consumi interni cedenti? «Noi siamo in controtendenza – assicura Buonomo – all’estero siamo costretti a selezionare i richiedenti: in dieci anni la quota export è balzata dal 27 al 46%. Nel 2016 il fatturato è calato di un milione in seguito al calo di prezzo della materia prima che la grande distribuzione ha subito preteso».

Il territorio
Granoro ha promosso e incentivato la valorizzazione del  territorio e della Puglia, ideando nel 2012 la linea “Dedicato”, pensata per promuovere i prodotti agricoli coltivati nel Tavoliere e al tempo stesso rafforzare i rapporti tra agricoltori e consumatori. La linea “Dedicato” aggrega oggi 140 piccoli produttori, con circa 90mila quintali di grano duro ottenuto in Puglia, da cui sviluppa circa 60mila quintali di semola e circa 40mila quintali di pasta. Per sostenere il lavoro degli agricoltori, l’azienda propone un prezzo minimo garantito (che copre i costi agricoli di produzione) e una serie di premialità legate al livello proteico, che deve essere minimo 14%/14,5%.

Proprio sulla linea “Dedicato 100% Puglia”, GranoSalus, associazione sconosciuta, ha accusato la società barese (e i principali brand italiani) di utilizzare mix di grani con contaminanti. Granoro ha reagito sottolineando che la pasta è prodotta solo con frumento locale e ha annunciato di avere citato GranoSalus per diffamazione.