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Lo stabilimento in etichetta

Semafori alimentari: Ferrarini, meglio l’olio e i formaggi anziché gli edulcoranti di sintesi

Sei colossi globali dell’alimentare hanno presentato ieri alla Ue una proposta di etichettatura nutrizionale a semaforo «armonizzato a livello Ue». Coca-Cola Company, Mars, Mondelez International, Nestlé, PepsiCo e Unilever hanno annunciato di aver «costituito una task force per integrare informazioni sulle porzioni allo schema di codici colore applicato in Gran Bretagna e in Irlanda. I progressi del lavoro saranno condivisi con le parti interessate per raccogliere feedback e identificare una soluzione credibile e praticabile».

La reazione
Molto decisa la reazione degli industriali italiani. Lisa Ferrarini, vice presidente di Confindustria per l’Europa, osserva che «è paradossale che sei multinazionali che non rappresentano l’industria europea, né tanto meno quella italiana, tentino di imporre in Europa un sistema talmente grossolano da penalizzare produzioni leader nella qualità a livello mondiale, come quelle italiane. Possiamo perciò solo ribadire la nostra netta contrarietà a qualsiasi forma di discriminazione legata a un singolo nutriente di un alimento. Non posso pensare che venga dato zero in condotta ai nostri salumi, all’olio extra vergine d’oliva, ai formaggi di altissima qualità e dieci e lode a prodotti ripieni di edulcoranti di sintesi al posto dello zucchero o che contengono un grammo in meno di sale».

In arrivo le risposte
Che fare? «Ho inviato 4 lettere ai commissari e al presidente Tajani – risponde Ferrarini – e in 15 giorni risponderanno. Pubblicheremo tutto». Alcune controllate delle sei multinazionali hanno varie produzioni in Italia, ma nessun core business, compreso Nestlé che punta molto su Nespresso e acqua e bibite Sanpellegrino. Mentre Mondelez è proiettata su dolciario e snack con due presidi nei formaggi: Fattorie Osella e Philadelphia. «Le categorie di prodotti che con i semafori verrebbero colpiti – conclude Ferrarini – per loro sono marginali. Mentre per noi sono la pelle».

Industria contro
Nicola Levoni, presidente dell’Associazione delle carni e dei salumi, si dichiara convinto «dell’importanza dell’informazione nutrizionale, quale strumento di conoscenza utile ai consumatori per comprendere il valore e il ruolo dei diversi prodotti nell’ambito di una dieta equilibrata. Tuttavia l’utilizzo del semaforo penalizzerebbe prodotti eccellenti della salumeria italiana su basi per niente condivisibili». Infine, anche per FoodDrinkEurope, l’associazione dell’industria alimentare Ue, «i codici cromatici sono fuorvianti e fonte di confusione».