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Champagne

Champagne senza bollicine in Francia ma va forte all’estero

Meno Champagne ma a caro prezzo. Lo Champagne è sempre meno profeta in patria.

Secondo i dati di Bureau du Champagne Italia, nel 2016 il mercato mondiale ha consumato meno Champagne (-2,1%), confermando, sostanzialmente, il valore dell’anno prima: 4,7 miliardi di euro, -0,6%. Quindi i francesi hanno venduto  meno ma a un prezzo unitario superiore. Anche in Francia, comunque, il calo a volume è stato consistente, addirittura del -2,5% mentre a valore è stato contenuto nel -0,4%, a 2,086 miliardi.
Secondo i produttori, il calo a volume è stato innescato da un mercato nazionale debole e dalla svalutazione della sterlina.

A valore, i mercati storici dello Champagne proseguono la loro crescita, tanto nei Paesi terzi (Stati Uniti: +4,9%, Giappone: +3%) quanto in Europa (Germania: +3,4%, Paesi Bassi: +6,3%). L’Europa meridionale conferma la sua ripresa (Spagna: +1,3%, Italia: +6,4%) e i Paesi del Nord Europa nel loro insieme (Svezia, Danimarca, Finlandia e Norvegia) crescono del 3,5%.

Nel 2016, le esportazioni di Champagne rosè sono cresciute dell’8,6% e le cuvée speciali del 4,6%, segno che i consumatori di Champagne si orientano sempre di più verso bottiglie di maggior valore.