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I semafori inglesi

Nasce Unione italiana food: quale la linea sulle etichette a semafori?

Il 28 marzo, dalle associazioni Aidepi e Aiipa, nasce Unione italiana food. Un’unica associazione di categoria che abbraccia pasta, prodotti da forno e dolciari, caffè,  derivati del pomodoro, surgelati e tante altre cose.  Insomma tanti simboli dell’alimentare italiano. Un segnale importante, si semplifica e si compongono interessi diversi, ma non troppo.

La nuova Unione italiana food sarà guidata da Paolo Barilla (ex presidente di Aidepi) con Marco Lavazza vicepresidente (ex presidente di Aiipa).

Le associazioni sono grandi e importanti: Aiipa dichiara 300 aziende aderenti che sviluppano un fatturato intorno ai 15 miliardi.  Aidepi 130 imprese con 18,6 miliardi di ricavi.  Ma a Unione italiana food aderiscono anche quattro (Mars, Mondelez International, Nestlé e Unilever) delle sei multinazionali che la settimana scorsa hanno chiesto a Bruxelles di adottare le etichette nutrizionali con i semafori. Come in Gran Bretagna.
Un metodo che Federalimentare ha bollato come “semplicistico, assolutamente non in grado di garantire ai consumatori un’alimentazione equilibrata, che diventa discriminatorio rispetto a prodotti di qualità. Il sistema va a ledere gravemente il modello produttivo italiano basato proprio su standard qualitativi elevati che l’industria italiana ha da sempre evidenziato nel segno della trasparenza”.

Come farà la nascente Unione italiana food a conciliare gli interessi dei produttori del made in Italy e quelli che invece vorrebbero affidarsi ai semafori alimentari?