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Orogel rinuncia al brand Valle degli orti e porta gli investimenti a 100 milioni

 

Orogel festeggia i primi 50 anni di attività con un balzo a due cifre dei ricavi e un aumento degli investimenti per la produzione da 80 a 100 milioni: nel 2016 il fatturato consolidato di Orogel Coop è cresciuto del 10% a 239,5 milioni, di cui 213 milioni nel solo settore surgelati; l’Ebitda dovrebbe attestarsi intorno ai 31 milioni (+25%). Gli investimenti pubblicitari sono arrivati a circa milioni, confermati anche per l’anno corrente.
La galassia Orogel (comprese le produzioni del consorzio Fruttadoro, Arpor e Apora) ha realizzato invece un fatturato aggregato di 625 milioni, +9%. La crescita si è tradotta in un aumento degli addetti di 230 a 3.167.
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Pl leader 
Nel mercato dei surgelati, Findus è leader con una quota di mercato (rilevata da Iri) del 21,6%, seguita da Orogel, 8,2%, e Nestlé, 6,7% (che potrebbe dismettere il brand Valle degli Orti); le marche private, nell’insieme, controllano il 35,7% del mercato. Nei vegetali, il quartetto è confermato con Findus al 21,1%, Orogel al 13% e Nestlé al 5,7%; le private label detengono un robusto 40%, di cui un quarto sarebbe fornito da Orogel. Negli ultimi anni i due player forti sono stati le private label e Orogel che hanno rosicchiato 1-1,5 punti l’anno.
Quale la strategia vincente di Orogel? «Abbiamo accelerato – spiega Bruno Piraccini, ad di Orogel – sui prodotti salutisti e certificati con un’offerta varia e innovativa, specie nelle verdure. Puntando molto sul prodotto servizio e trasformando una commodity in una ricetta». Piraccini ammette che l’exploit è arrivato solo nel 2016 mentre gli anni precedente la crescita si “limitava” a uno o due punti percentuali. «Abbiamo puntato molto sul nostro brand – aggiunge il top manager – ma senza trascurare la marca del distributore. Per il 2017, a tutto marzo, siamo ancora in crescita di un altro 10%, pur continuando a limitare il lancio di nuovo prodotti a uno o due l’anno per carenza di spazio fisico nei punti vendita».

Più investimenti
La performance dell’azienda cesenate ha indotto il vertice ad accelerare sugli investimenti per non perdere contatto con la domanda: per il triennio 2016-2019 passano da 80 a 100 milioni. Destinati agli stabilimenti di Cesena e quello veneto di Ficarolo. «Per Cesena – spiega Piraccini – abbiamo ottenuto da Cdp un finanziamento a tassi agevolati: metà della spesa da rimborsare in 15 anni a un tasso dello 0,5%; l’altra metà da finanziare con le banche a tassi correnti».
Orogel è sempre interessata ad acquisire il brand Valle degli Orti da Nestlé? «No – risponde Piraccini -. Dalla nostra analisi è risultato che il marchio mal si concilierebbe con il nostro».
Dal suo canto Nestlé sostiene di cercare un copacker temporaneo per il confezionamento di Valle degli orti nella fase di ristrutturazione dello stabilimento di Benevento (destinato alle pizze) e solo in seguito deciderà se tenerlo o cederlo.