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Una fabbrica di Whirlpool Italia

Whirlpool e Indesit, un’integrazione difficile, complicata da dollaro e sterlina

Sette miliardi di dollari di ricavi, un Mol intorno ai 550 milioni, sinergie sugli acquisti per 350 milioni e una produzione in Italia che passa da 5,6 milioni di pezzi a 6,2 milioni grazie al rientro di alcune piattaforme da Cina, Turchia e Polonia: sono gli obiettivi di Whirlpool Emea per il 2019, dopo l’acquisizione di Indesit.
Dodici mesi in ritardo rispetto alle previsioni di due anni fa. Difatti il 2016 di Whirlpool Emea (Europa, Medio oriente e Africa) si è chiuso con uno scivolone sia dei pezzi prodotti, da 25,1 milioni a 24,6, sia dei ricavi, da 5,6 miliardi di dollari a 5,1; mentre l’utile operativo si è sgonfiato da 188 milioni a 158, contenendo la perdite dello 0,3% e assestandosi al 3,1% dei ricavi. Anche il 2017 dovrebbe risultare un esercizio di transizione «ma già nella seconda parte dell’anno – annuncia il presidente di Whirlpool Emea Esther Berrozpe Galindo – si vedranno i primi risultati positivi».
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Integrazione a tutto campo
Come spiegare i ritardi dell’integrazione Whirlpool-Indesit? «Il processo tra le due aziende è stato complesso – spiega Berrozpe Galindo – e oggi siamo al 70-75% del lavoro. Sulla parte industriale siamo a buon punto, abbiamo 19 progetti d’integrazione di prodotti». Il lavoro di fusione delle due aziende ha investito non solo le piattaforme produttive, l’organizzazione commerciale e i marchi ma anche i sistemi informatici e gli aspetti legali. «Il gruppo ha 13 marchi – aggiunge il manager spagnolo – ma ne proponiamo al massimo 4 per ogni Paese. Distinguendo fra tre fasce di mercato. Inoltre abbiamo cambiato metà dei 10mila prodotti in 18 mesi. Di solito si cambia il 10-15% della gamma in un anno. E completeremo il processo d’integrazioone entro la fine del 2017».
Berrozpe Galindo conferma che rispetto al Piano industriale del 2015, Whirlpool ha effettuato oltre 220 milioni di investimenti in processi, prodotti e R&S su un totale di 500 milioni entro il 2018. Ha inoltre riorganizzato i 6 siti industriali, ciascuno con una missione specifica: recentemente è stato inaugurato lo stabilimento di Melano (Ancona), trasformato nel polo per la produzione di piani cottura di alta gamma, mentre è stato ceduto lo stabilimento ex Indesit di Teverola (Caserta) al gruppo Seri, attivo nella produzione di celle al litio.
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Risultati giù
Ma come spiegare i risultati deludenti della nuova Whirlpool nel 2016? «Non direi che i risultati siano inferiori alle aspettative anche perchè quelle previsioni sono state formulate con un dollaro a 1,36 euro – sostiene Berrozpe Galindo – e oggi siamo a 1,07. Nel primo anno d’integrazione i risultati sono stati molto positivi, con più ricavi e produzione. Nel secondo, abbiamo subito l’impatto del cambio euro-sterlina (-20% ndr). Nel Regno Unito Whirlpool ha un peso rilevante, quindi a settembre abbiamo adeguato i prezzi che hanno avuto degli inevitabili riflessi sulle vendite. Ora però stiamo recuperando le quote perse, anche se si tratta di un mercato di rimpiazzo». La Gran Bretagna, insieme a Russia e Germania, è uno dei mercati Top 3 del gruppo.

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Il fattore Uk
Peraltro nel Regno Unito la brutta vicenda delle asciugatrici Hotpoint a rischio incendio (imputabile alla gestione Indesit) ha appesantito la performance di Whirlpool. Nel decennio 2005-15 sono stati venduti 8 milioni di pezzi (di cui 5 milioni nel Regno Unito) con 3,5 milioni ancora attivi. Whirlpool ha realizzato una gigantesca campagna di riparazione di 1,5 milioni di pezzi che ha comportato costi per 245 milioni di euro. A proposito di questo “incidente” di percorso, l’accordo Whirlpool-famiglia Merloni contemplava clausole precise che gli americani, a fine 2016, hanno fatto valere tramite «un accordo transattivo» precisa Berrozpe Galindo che non sarebbero però i 250 milioni di dollari delle indiscrezioni, ma stando al bilancio della Fineldo, holding dei Merloni, di “soli” 27 milioni.
Inoltre nell’acquisto di Indesit «il prezzo pagato teneva conto di un mercato russo depresso e volatile».

  • Carpisa |

    Napoli che fine farà????

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