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Dinastie al tramonto, Biondi Santi: nel cda di Greppo arrivano i francesi, consiglieri Jacopo e Tancredi

Dopo il deal con i francesi e sciolto il pegno della nuova proprietà francese Epi sul 58,03%, è stato formalizzato il passaggio di proprietà della storica azienda vinicola Greppo Biondi Santi srl. Nel primo consiglio di amministrazione sono stati nominati i consiglieri Olivier Adnot (nella foto), Florian De Montgolfier e Damien Lafaurie, tutti espressione di Epi.
Poi però con atto depositato il 13 aprile 2017,  nel nuovo consiglio di amministrazione sono stati nominati i consiglieri Olivier Adnot (presidente del cda e rappresentante dell’impresa), Jacopo Biondi Santi, Florian De Montgolfier, Damien Lafaurie, Tancredi Biondi Santi.
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Su Jacopo Biondi Santi il Monte dei Paschi di Siena vantava un pegno per una quota del 18,53% del Greppo, ma lo scorso 3 aprile il pegno è stato “spostato” sulla Tenuta Biondi Santi spa.

Poteri accentrati
L’uomo forte dell’azienda storica di Montalcino è Adnot che somma le cariche di amministratore delegato e presidente del cda. Nel curriculum di Adnot spicca il ruolo di direttore generale e winemaker di Chateau La Verrerie, Chateau La Coste e Chateau La Ruche.

Il deal tra Epi e Biondi Santi, secondo indiscrezioni, sarebbe stato regolato per un valore stratosferico: 107 milioni, 40 volte l’Ebitda. Compresi anche i 152 ettari di Montalcino (di cui 25 di vigneti) e tutto il business.

I francesi ci hanno visto giusto nell’acquisire Il Greppo a caro prezzo? Oggi dai numeri sembrerebbe di no: il brand Biondi Santi è un’icona del Brunello di Montalcino ma il business è esiguo. Molto probabilmente i francesi contano su un programma di sviluppo e internazionalizzazione che dovrebbe farli rientrare dall’investimento.