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In promozione. Un punto vendita Media World

Le vendite online tagliano i ricavi di Media World: intervento sul costo del lavoro

Media World fuori dal tunnel della crisi. Il bilancio di Media World segna un calo del fatturato ma il risultato economico torna in nero. L’azienda tira un sospiro di sollievo, anche se il mercato rimane ancora difficile. Infatti nel primo semestre del nuovo anno fiscale le vendite sono calate ancora dell’1,5%, in seguito al boom dell’e.commerce e allo scivolamento del negozio fisico.
Mediamarket spa, che controlla la catena di prodotti elettronici Media World, ha chiuso il bilancio 2016 (al 30 settembre) con un fatturato di 2,05 miliardi (2,13 il precedente esercizio ), un Ebitda di 45 milioni (28,3) e utili per 15,1 milioni (-2 milioni nel 2015 e -13 milioni nel 2014). La società ha effettuato investimenti per 30 milioni.
Terminata la fase di riorganizzazione che ha condotto alla chiusura di diversi punti vendita, l’azienda ha in programma l’apertura di 7 nuovi negozi, di cui 3 già aperti e altri 2 inaugurati a marzo, a Verona e a Brindisi. I negozi sono quindi saliti a 115.

Gli esuberi
A causa della crisi, l’azienda ha concordato con il sindacato uscite incentivate per 500 addetti su 6mila, con un risparmio in bilancio di 20,5 milioni. Inoltre più recentemente Media World ha provveduto al ricambio di alcuni manager chiave, tra cui il consigliere e ad Stefano Biffi,il direttore dei sistemi informativi Luca Luminoso, il direttore fiscale Giancarlo Di Vincenzo, il direttore degli affari generali Alessandra Verri, il responsabile dei servizi generali Mauro Melis e il capo della comunicazione Marco Orlandi.
E ora? Recentemente i sindacati hanno concordato con l’azienda la proroga del contratto di solidarietà, ma si sono trovati davanti allo spinoso tema della riduzione del costo del lavoro della rete fissa.
Nei fatti, il travaso dal negozio fisico alle vendite online è un trend di lungo periodo che si mangia ricavi e margini di tutti i retailer. Infatti, nel primo semestre dell’anno fiscale in corso, le vendite online di Media World sono balzate del +45% mentre quelle in negozio sono calate del 3%. Il risultato è -1,5% delle vendite complessive. L’azienda ha chiesto di legare le retribuzione delle domeniche e dei festivi a obiettivi specifici. Ne riparleranno il prossimo 10 aprile.

  • Gigi Cardillo |

    Buongiorno, leggo solo ora questo interessante articolo, e vorrei solo aggiungere cosa è successo dopo il 10 aprile.
    L’azienda si è incontrata più volte con le organizzazioni sindacali, ma fino a ieri (20 luglio 2017) non ha mai portato al tavolo delle trattative delle argomentazioni valide su come legare la retribuzione a obiettivi specifici.
    Il 27 luglio 2017, si sarebbero dovute incontrare le parti per l’incontro risolutivo, ma ieri l’azienda ha deciso di interrompere le trattative.
    Con questa decisione l’azienda ha fatto capire a tutti i dipendenti, che non ha intenzione di trovare nessun tipo di accordo con i sindacati che ci rappresentano (di cui sono fiero di farne parte) e di voler proseguire autonomamente nella loro strategia di riduzione del costo del lavoro (e del personale).
    Ovviamente assumendosene tutti i rischi legati ad un’azione così impopolare.

    In fede

    Gigi Cardillo (RSA CGIL)

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