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A Vinitaly il nodo fondi Ocm per la promozione

Nuove norme di Ocm promozione vino per il 2018 ma le imprese chiedono una soluzione per il contenzioso in atto sul 2016/17 che, di fatto, blocca gli incentivi europei. È stato questo ieri uno dei temi del convegno di Vinitaly “Strategia di filiera: insieme per la competitività. Le sfide del vino italiano verso il 2020” che ha visto riuniti i rappresentanti della filiera del vino italiano.
Ruenza Santandrea, coordinatrice vino di Alleanza cooperative agroalimentari, ha subito messo il dito sulla piaga sottolineando che «l’Ocm vino 2016 ha arrecato danni, ma ora bisogna evitare il peggio e guardare al futuro».
Sulla stessa linea Sandro Boscaini, presidente di Federvini, che prende atto delle assicurazioni del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, secondo cui il decreto Ocm 2018 è pronto, ma chiede che la filiera venga consultata per un’analisi di merito.

Contenzioso da sciogliere

Poi, a margine del convegno, Boscaini richiede una soluzione anche per il contenzioso al Tar sorto sul bando per Ocm 2017: «Siamo quasi a metà anno e se la dozzina di imprese ricorrenti rinunciasse al giudizio amministrativo si potrebbero sbloccare i fondi, qualcuna perderebbe una parte ma otterrebbe l’altra». Percorribilità giuridica a parte, i ricorrenti farebbero un passo indietro? «Prima dovremmo essere certi – ha risposto Boscaini – che il ministero delle Politiche agricole sia d’accordo e che non voglia attendere il pronunciamento del Tar».
Il presidente Federdoc Riccardo Ricci Curbastro ha «sollecitato una maggiore attenzione e disponibilità al confronto da parte del ministro Martina sui temi che riguardano la politica vitivinicola, con particolare riferimento all’Ocm vino». E infatti Martina è stato il convitato di pietra del convegno organizzato in casa Mipaaf. Avrebbe dovuto partecipare ma è stato bloccato da altri impegni.

Operazione verità
Antonio Rallo, presidente di Unione italiana vini, ha fatto un’operazione verità sullo stato di salute del vino italiano. «Dopo alcuni anni di crescita – ha detto Rallo – nel 2016 abbiamo perso colpi: i vini fermi in bottiglia sono scivolati del 4,5% a volume e dello 0,7% a valore. Il fenomeno Prosecco, grazie al quale il saldo dell’export lo scorso anno è salito del 4,3% a 5,6 miliardi, va sostenuto con ogni mezzo, ma non possiamo affidarci solo a questo prodotto per migliorare le nostre performance».