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Fiere mondiali, a rischio la presidenza di Corrado Peraboni all’Ufi

In una lettera inviata al sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente delle fiere mondiali Ufi, Andreas Gruchow, chiede di conservare per l’ad di Fiera Milano Corrado Peraboni un ruolo (non necessariamente amministratore delegato) affinchè possa svolgere la funzione di presidente dell’organizzazione internazionale. La governance di Ufi prevede un trio presidenziale che per il 2016-17 comprende il presidente Andreas Gruchow (espressione di Deutsche Messe), il presidente russo uscente Sergey Alexeev (ExpoForum-International) e il presidente entrante Corrado Peraboni (Fiera Milano). Dal prossimo novembre il manager italiano dovrebbe assumere la carica di presidente. Non succedeva da 27 anni per un italiano.

Lo scorso 14 gennaio il Cda di Fiera Milano rassegnò le dimissioni (ma rimanendo in carica per l’ordinaria amministrazione) sotto la pressione del Tribunale di Milano che commissariò il ramo d’azienda che fa capo alla partecipata Nolostand, finita sotto inchiesta per infiltrazioni criminali nei subappalti per alcuni allestimenti di Expo.
Le dimissioni del Cda coinvolsero anche Peraboni. Che attualmente è nei ranghi di Fiera Milano, ma senza un incarico.

La lettera inviata da Gruchow è datata 20 gennaio 2017, una settimana dopo le dimissioni. E in questa il presidente Ufi (che rappresenta 900 fiere nel mondo) esprime la «speranza che l’esito di questo processo porterà alla situazione dove il signor Peraboni sarà ancora in una posizione di rilievo all’interno di Fiera Milano e come tale idoneo a servire come presidente la nostra organizzazione. Sulla base di anni di collaborazione per promuovere il valore e l’importanza del settore mostre, noi tutti, e io personalmente, lo abbiamo apprezzato come un grande manager…»