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Sanpellegrino corre sui mercati esteri e frena in Italia

S.Pellegrino sempre più brand internazionale dell’acqua minerale.

Il gruppo delle acque minerali e delle bibite con la stella rossa ha chiuso il bilancio civilistico 2016 con ricavi di 895 milioni, in lieve calo rispetto ai 911 dell’anno prima. Hanno pesato la cessione, in estate, di Recoaro (dopo S.Bernardo e Pejo) e l’estate tiepida non favorevole per i consumi.

In dettaglio, in Italia Sanpellegrino ha perso nella sola grande distribuzione il 3% a 378 milioni per l’acqua e le bibite e l’1% a volume. Nel complesso il gruppo ha registrato nel nostro Paese un fatturato di 416,5 milioni, rafforzando la quota nel canale retail moderno e la leadership a volume.
“Sapevamo di non poter replicare il 2015 – ha detto Stefano Agostini, ad del gruppo controllato da Nestlé – ma, alla fine, la performance dell’acqua minerale è stata positiva; meno quella delle bibite che ha sofferto anche nel canale Horeca. Il budget 2017 indica una crescita nell’acqua minerale dell’1,5-2%. E questo è un comparto che pesa per il 70% dei nostri ricavi”.

L’azienda ha confermato la leadership nel settore della ristorazione con il  brand Levissima, cresciuto del 4% mentre Nestlé Vera ha registrato un incremento dell’1,3% a volume.

L’export rappresenta il 54% delle vendite e l’acqua S.Pellegrino ha tagliato il traguardo del miliardo di bottiglie vendute nel mondo, con un incremento del 5% rispetto al 2015. Anche Acqua Panna ha chiuso il 2016 in crescita rispetto all’anno precedente.
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