Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
formaggifrancesi

La Francia propone a Bruxelles Nutri-score, le etichette alimentari a semafori

Alla fine anche la Francia ha deciso di adottare l’etichettatura nutrizionale a colori: dopo il modello a semaforo adottato dalla Gran Bretagna, ora è Parigi a farsi avanti. Ma non si capisce il senso di questa mossa in un Paese gran produttore (si pensi ai giganti Lactalis e Danone) e consumatore di formaggi, latte, salumi e foie gras (l’80% di grassi).
Vari ministeri francesi, in primis quello della Salute, hanno infatti notificato ufficialmente alla Commissione europea il testo del decreto che introduce il sistema di etichettatura nutrizionale volontario Nutri-score con il relativo disciplinare. E questo, sottolinea Assolatte, potrebbe provocare pesanti contraccolpi per i prodotti italiani e causare danni all’export del settore alimentare italiano, visto che la Francia è uno dei principali mercati di sbocco per le eccellenze alimentari del “made in Italy”. Ed è il primo per i formaggi.

Il meccanismo
Il nuovo modello di etichettatura messo a punto dalla Francia è meno rozzo di quello inglese: si basa sulla valutazione del valore nutrizionale complessivo di un alimento, che viene calcolato ponderando quattro fattori negativi (densità energetica, contenuto di grassi saturi, contenuto di zuccheri semplici, tenore in sodio) e tre caratteristiche positive (tenore in fibre, contenuto di proteine, contenuto di frutta, verdura o frutta in guscio in termini di vitamine). In base al rapporto tra queste variabili ogni alimento ottiene un punteggio che lo posiziona tra uno dei cinque colori della scala cromatica considerata (ossia verde intenso, verde chiaro, arancia chiaro, medio e intenso). E’ questo colore, insieme alla lettera alfabetica corrispondente, che poi viene evidenziato in etichetta nel bollino Nutri-score e che comunica sinteticamente e immediatamente al consumatore il “valore” nutrizionale dell’alimento.

Consumatori interessati
L’impatto di un colore negativo è quindi, potenzialmente, devastante anche perché oltre un francese su due conosce il bollino Nutri-score e ben 84 consumatori su 100, informati su questo sistema, dichiarano di essere molto interessati e di volerlo utilizzare per decidere cosa mettere nel carrello della spesa, secondo un sondaggio condotto pochi giorni fa dalla società di ricerche francese Odoxa.

Dalle simulazioni condotte, i formaggi italiani più amati dai francesi otterrebbero la fascia cromatica C o D (arancio chiaro o arancio medio). L’anno scorso, secondo Assolatte, l’export italiano di formaggi in Francia è arrivato a oltre 82mila tonnellate, l’8% in più del 2015.

Il braccio di ferro si sposta dunque a Bruxelles. E la task force contro semafori e protezionismi, annunciata pochi giorni fa dal ministro Alfano, dovrà mettersi al lavoro. Per farlo ha tempo sino al 25 luglio.