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Lidl Italia nella bufera: commissariate quattro direzioni generali per infiltrazioni mafiose

Terremoto nella catena discount Lidl Italia. Polizia e guardia di finanza hanno eseguito 15 misure cautelari e due fermi tra la Lombardia e la Sicilia nell’ambito di una indagine contro le attività criminali della famiglia mafiosa catanese dei Laudani. In particolare sono state poste in amministrazione giudiziaria quattro direzioni generali (Volpiano, Biandrate, Somaglia e Misterbianco) della società commerciale Lidl, cui afferiscono circa 200 punti vendita.

L’anno scorso la controllata italiana del gruppo tedesco Schwarz ha realizzato ricavi per 3,7 miliardi con un utile operativo di 149 milioni e netto di 91 milioni. Lidl Italia conta su circa 600 punti vendita, dieci centri distributivi e 11mila dipendenti.

Quattro direzioni
L’operazione della Dda di Milano che ha coinvolto quattro direzioni generali (su 10 in Italia) di Lidl Italia riguarderebbe omissioni nei controlli verso alcuni appalti sospetti finiti nell’orbita delle indagini nei confronti del gruppo criminale ritenuto vicino ai Laudani. Nel complesso delle indagini sono state eseguite oltre 60 perquisizioni tra Lombardia, Piemonte, Puglia e Sicilia, e sequestri preventivi di beni immobili e quote sociali

Perquisizioni e arresti
Nel complesso delle indagini della Polizia di Stato di Milano e della Guardia di Finanza di Varese sono state eseguite oltre 60 perquisizioni tra Lombardia, Piemonte, Puglia e Sicilia, e sequestri preventivi di beni immobili e quote sociali.

Nell’ordinanza cautelare è scritto che la presunta associazione per delinquere smantellata dalla Dda di Milano avrebbe ottenuto “commesse e appalti di servizi in Sicilia” da Lidl Italia e Eurospin Italia attraverso “dazioni di denaro a esponenti della famiglia Laudani”, clan mafioso “in grado di garantire il monopolio di tali commesse e la cogestione dei lavori in Sicilia”. Gli arrestati, inoltre, avrebbero ottenuto lavori da Lidl Italia “in Piemonte” attraverso “dazioni corruttive”.