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Birra

In Italia crescono la cultura della birra e i consumi (al massimo storico)

Più consumi di birra e di migliore qualità. Nel 2016 la mutazione dello stile alimentare degli italiani è passata anche da un livello record dei consumi di birra e da scelte orientate a una maggiore qualità. Secondo i dati di Althesys riportati nel report “La birra piace sempre di più agli italiani” – realizzato per l’Osservatorio della Birra della Fondazione Birra Moretti (costituita da Heineken e Partesa) -, l’anno scorso la domanda di birra è aumentata dell’1,6%, raggiungendo i 19 milioni di ettolitri, pari a 31,5 litri/anno pro-capite. Nel primo quadrimestre 2017 il balzo è stato dell’11%. Si è così superato il valore record di 31,1 litri del 2007.

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I maggiori produttori hanno complessivamente generato un giro d’affari stimabile in circa 2 miliardi di euro, con una crescita del 21% nell’ultimo decennio. Tuttavia se si considerano anche distribuzione e vendita si produce un valore condiviso di 6 miliardi, di cui 4,85 nella ristorazione e 1,2 nel retail.
«La ripresa del mercato della birra e i risultati positivi di questo scorcio del 2017 – commenta Soren Hagh, ad di Heineken Italia – premiano il nostro lavoro. Il potenziale dell’industria birraria in Italia è altissimo: è un mercato dalle fondamenta solide, con un prodotto che ha il livello reputazionale più alto rispetto a tutti gli altri Paesi europei, ma allo stesso tempo presenta ampi margini per incrementare il consumo pro-capite, che è al contrario il più basso».

Più produzione 
Sul versante produttivo, nel periodo 2010-2015 la produzione di birra in Italia è cresciuta del 9,4% (quella del personale del 34%), seguita a distanza dalla Spagna, +4,7%. In controtendenza Regno Unito, Olanda e Germania, dalla tradizione birraria più radicata. Anche se l’Italia è soltanto decima in termini assoluti e i consumi pro-capite sono tra i più bassi, insieme ai francesi. Sul fronte del commercio estero, l’anno scorso abbiamo importato birra per 537 milioni (-1,6%) ed esportato per 182 milioni (-3,2%). Secondo l’Osservatorio della birra, le maxi importazioni rischiano di gelare la primavera della birra italiana.

Cultura della birra
Ma cosa hanno bevuto gli italiani? Secondo Iri, l’anno scorso le vendite nella grande distribuzione sono cresciute, a volume, del 2,3%. In grande evidenza sia le birre standard (+3,8%) che le premium (+2,3%), dal maggiore valore. In progresso anche le birre speciali(+12,3%) mentre si sgonfia il fenomeno delle Radler (-11,9%). E insieme anche le birre analcoliche/light (-0,6%) e le birre economy (-8,4%). Insomma emerge che gli sforzi per costruire una cultura della birra vengono riconosciuti: delle 123 referenze di birre presenti a scaffale, ben 55 sono birre speciali, in crescita di 5 punti rispetto al 2015.

  • arthemis |

    @ LucaTramil:

    ci faccia caso, le “pance” non sono tutte uguali: quando la protuberanza parte in alto appena sotto lo sterno è spesso dovuta a consumo abituale di alcol.. I “mangioni” hanno la ciccia più verso l’ombelico e i maniglioni 😉

  • LUCATRAMIL |

    Sarà, ma mai come di recente ho letto libri e visto film in cui i protagonisti si riferiscono a tizi tarchiati con panzone sostenendo “ho riconosciuto la tipica panciona da birra”. Mi è davvero capitato spesso in pochi mesi e mi ha sorpreso: mai udito cose simili a proposito di bevande gassate, o analoghe a proposito di fumatori, drogati o telefonino-dipendenti

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