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Discount, Tuodì e Dico nel tunnel della crisi: una soluzione entro giugno

La catena discount Tuodì e Dico sotto una montagna di debiti. Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili la società, che fa capo alla famiglia Faranda, avrebbe accumulato un debito lordo di 450 milioni, di cui 160 verso banche (71 a breve), 225 verso fornitori e 29 verso l’erario.

Nell’ultimo bilancio disponibile, il 2014, Dico spa registrava ricavi per 727 milioni (528 l’anno prima) e una perdita di 47  milioni (-33,7). Il piano industriale 2015/19 ha comportato numerose trasformazioni (anche di format con il Tuodì Market e Superfresco) ma, alla fine, qualcosa dev’essere andato storto.  Forse anche nel recupero di un credito di 58 milioni ereditato da varie Coop e che è sotto arbitrato presso la Camera di commercio di Milano, a sentire il direttore direttore marketing del gruppo Dico, Luca Chirieleison.

I soci hanno iniettato risorse fresche e le banche hanno supportato l’azienda. In particolare,  Bnl, Pop Vicenza, Unicredit e Intesa San Paolo hanno offerto due linee di credito per complessivi 90 milioni. Il finanziamento bancario prevedeva il rispetto di financial covenant su posizione finanziaria netta, Ebitda, patrimonio aziendale e scaduto fornitori. Questi però già alla fine del 2014 erano in parte saltati.

Intanto l’azienda ha promesso ai sindacati che entro giugno troverà una soluzione ai gravi problemi di gestione. Per questo incontrerà le segreterie nazionali dei lavoratori.
In attesa della soluzione dei problemi di liquidità in molti negozi si segnalano penuria di merce in vendita.

I dipendenti del gruppo, delle reti Tuodì e Dico,  sfiorano quota 6mila. La società ha un solo Centro di distribuzione che serve una rete estesa dal Veneto al Piemonte fino alla Sicilia.

 

  • giuseppe |

    purtroppo non sono i lavoratori i colpevoli del disastro TUODI’/DICO ma la dirigenza che a fronte di nuove sovvenzioni degli istituti di credito hanno pensato bene di aprire nuovi locali invece di sanare anche se in parte le perdite; sia con i fornitori che con l’erario……questa è laurea in scelleratezza in economia e commercio e mi fa specie che le “banche” abbiano concesso ulteriore fiducia invece di invocare una amministrazione controllata come qualunque persona di buon senso avrebbe dovuto fare ricoprendo ruoli dirigenziali ma evidentemente anche le banche hanno i loro interessi……… ed oggi il gruppo si ritrova ad essere messo all’asta nella speranza che qualche falchetto predatore fiuti la “preda”…………..CHE TRISTEZZA!!!

  • MONICA |

    Sig Andrea Zoli si auguri che i suoi bambini riescano a trovare uno stralcio di lavoro anche dentro un supermercato, e, come purtroppo succede in molte catene, sfruttati dalla mattina alla sera , per 400/500 euro al mese con un bellissimo contratto job acts (cosi ti possono dare un calcio quando vogliono), senza passare una festa in famiglia visto che i supermercati sono aperti a Natale , Pasqua, S STefano, 25 aprile , ecc…
    Comunque , a parte questa guerra tra poveri …chi si arricchisce sulla pelle dei lavoratori con grandi operazioni finanziarie e soprattutto speculative , rimane sempre indenne da tutto…bleah

  • Giuseppe Celardi |

    Ci vuole un po’di tempo max
    Settembre ma il gruppo Tuo
    Tornerà in campo

  • Alex |

    Come scrissi sotto il post di quel cretino col cartello che diceva “se comprate da un piccolo commerciante non pagate la terza villa al mare di un dirigente di multinazionale, ma le lezioni di danza di una bambina di otto anni”, io non devo pagare le lezioni di danza della tua marmocchia e nemmeno le tue incapacità gestionali, e nella GDO lavorano anche tante poveri cristi che devono pagare casa e scuola ai figli, esattamente come te. Io vado dove il mio portafoglio ha interesse, non dove pare a te. Il fallimento del TUODI è una sconfitta per i consumatori, non una vittoria di evasori fiscali e ladruncoli di quartiere che comprano la pasta fresca all’Eurospin e poi la vendono al quadruplo dicendo che è artigianale e dio sa cosa. Finché ci sarà un supermercato aperto, io andrò lì, fatevene una ragione. E vergognatevi di augurare il peggio ai lavoratori, a gente che si fa un mazzo così per la metà di quello che voi evadete e rubate.

  • Paolo Micocci |

    Sono pienamente d’accordo con il signor Andrea Zoli per il commento molto appropriato solo che estenderei l’augurio a tutta la grande distribuzione che ha contribuito ad azzerare il comme

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