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Il bigliettino nel Bacio Perugina: piace all’estero, ma tra un anno 340 esuberi a San Sisto

I Baci Perugina crescono del 40% all’estero e in Italia sono confermati i 60 milioni d’investimento, anche nell’automazione di fabbrica. Tuttavia tra un anno non sarà più possibile ricorrere alla Cassa integrazione e per 340 addetti del polo di San Sisto si porrà il problema della mobilità o ricollocamento.
Nestlé ha ribadito “l’impegno per la puntuale esecuzione del piano industriale che riguarda l’unità di Perugia e lo sviluppo del business dolciario a marchio Perugina,
confermando l’investimento previsto di oltre 60 milioni di euro”.

Nestlé Italiana è in piena trasformazione strategica: ha ceduto asset nell’area dei dolciari (caramelle Rossana e biscotti Ore liete), dei surgelati  (Valle degli Orti) e dei gelati. Nel 2015  i ricavi sono calati di circa l’1% e il risultato netto è scivolato in rosso per 15,5 milioni. Problemi anche nell’area del caffè con Nespresso. Se la filiale italiana non recupera livelli di profittabilità all’altezza dei competitor rischia l’intervento della casamadre.

Bacio all’estero
“Come stabilito negli accordi sottoscritti l’anno scorso – ha spiegato Nestlè ai sindacati umbri – è in fase di realizzazione il piano di investimenti commerciali per lo sviluppo di Baci Perugina e
Perugina in Italia e all’estero. I primi risultati sono positivi e incoraggianti, non solo nel nostro Paese ma ancor di più all’estero, con una crescita di oltre il 40%.  Contestualmente
prosegue il piano di investimenti tecnologici per rendere più moderna, efficiente e competitiva la struttura industriale di San Sisto”.

Nel 2018 la separazione 
Secondo l’azienda “grazie alla strategia intrapresa si prospetta un progressivo incremento dei volumi di produzione della fabbrica di Perugia. Tuttavia in virtù
degli investimenti tecnologici che aumentano il livello di automazione della fabbrica, e delle tempistiche necessarie per la penetrazione commerciale all’estero, l’incremento dei volumi
produttivi potrà tradursi in incremento dei livelli occupazionali solo nel lungo termine. Ma a giugno 2018 terminerà il ricorso alla Cig straordinaria, non più rinnovabile. Da qui l’esigenza di procedere a un riequilibrio occupazionale che, ad oggi, stimiamo possa coinvolgere circa 340 addetti alle attività di produzione e logistica, ai quali, nei prossimi anni, non sarà possibile assicurare la continuità occupazionale nello stabilimento di Perugia, se non in funzione della stagionalità tipica delle produzioni dolciarie”.

Polo performante
Per questo, nell’incontro con i sindacati si è convenuto di dare immediato avvio ai percorsi formativi che coinvolgeranno a vario titolo i lavoratori e saranno prioritariamente rivolti a
perseguire la ricollocazione professionale all’interno del Gruppo Nestlé o presso aziende del territorio.
Nestlè conclude: “E’ indispensabile che lo stabilimento di Perugia sia performante e con adeguati livelli di efficienza nel confronto con gli operatori europei. Il riequilibrio occupazionale è, dunque, fondamentale per assicurare prospettive positive all’insediamento industriale perugino e deve essere perseguito concretamente e responsabilmente da tutte le parti”.