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Lo strano shopping (speculare) tra Amazon e Walmart a colpi di miliardi di dollari

Amazon sborsa miliardi per acquistare negozi fisici (la catena bio Whole Foods) e Walmart fa altrettanto per rilevare piattaforme di e.commerce (Bonobos e Jet.com).
Qual è il senso di questo bizzarro incrocio di filosofie? “Stiamo cercando modalità per abbassare i prezzi, per allargare l’offerta di prodotti e per semplificare l’esperienza dello shopping a favore dei consumatori, che chiedono proprio questo” ha detto l’ad di Walmart Doug McMillon.

Il fenomeno Amazon si è mangiato per 13,3 miliardi di dollari la catena americana (450 negozi) Whole Foods (che non va nemmeno bene) mentre il rivale Walmart ha rilevato prima Jet.com per 3,3 miliardi e poi Bonobos (abiti maschili) per 310 milioni di dollari, pur fatturandone solo 150. Jet.com controlla una fitta rete di  di pick up, ma è sufficiente a giustificare lo shopping della start up?

La mossa di Amazon sembra confermare le perplessità dei retailer di negozi fisici di food: cioè che quello del prodotto fresco è un mestiere che Amazon non potrà fare guadagnandoci. Sarà vero?

Nel dubbio il colosso Walmart si premunisce (forse suo malgrado) e rileva asset la cui utilità per un retailer fisico è tutta da dimostrare: ha messo il cappello su Jet.com che, forte di  una rete di 2.400 marchi, le consente di ridurre i costi grazie alle spedizione congiunte di merci diverse.