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Mareblu nelle aziende Top 100: sostenibilità, salutismo e innovazione del tonno

Il tonno lavorato sul luogo di pesca, un’offerta con prodotti light e nuove proposte a maggiore valore aggiunto: sono i tre principali assi di sviluppo su cui punta il brand Mareblu.

“Le lattine da 80 grammi sono la commodity – sottolinea il direttore generale Matteo Scarpis -. Le aziende spingono sull’innovazione e sul salutismo per spingere il valore più che i volumi. Il mercato vale nel suo complesso oltre 1,5 miliardi, ma ci sono ancora grandi spazi di crescita se si riesce a interpretare la voglia di pesce dei consumatori e la spinta al salutismo”.

Nell’ultracompetitivo mercato italiano del tonno (la pressione competitiva nella Gdo supera il 50%), Mareblu è seconda per quote di mercato: nel 2016 si è ritagliata il 6,3% (+0,3%) a valore (dati Iri). Precedendo Nostromo (5,9%), As Do Mar (5,7%), Delicius (3%) e Consorcio (1,6%), ma a grande distanza da Rio Mare (gruppo Bolton) che detiene una quota stratosferica: 36,3%.

Nel bimestre gennaio-febbraio 2017, Mareblu è entrata fra le Top 100 aziende per vendite. Per il 2016 dichiara un fatturato di 80 milioni. “Per quest’anno – aggiunge il manager ex Coca-Cola Hbc – contiamo che i ricavi crescano di almeno il 10%. La sfida è sui prodotti a maggiore valore aggiunto e qui la crescita potenziale del mercato è molto ampia”.

 

Innovazione e valore

Quanto all’innovazione, da poche settimane Mareblu ha introdotto una nuova categoria nel pesce in conserva: LeDelì, straccetti di pesce sodi e compatti di tonno, salmone e sgombro, senza aggiunta di conservanti o aromi artificiali. “Nelle insalate  invece – aggiunge Scarpis – abbiamo lanciato una serie di prodotti, Nutrimix, con vari tipi di tonno e salmone arricchiti con verdure e cereali”.

Gli investimenti per la sostenibilità si rintracciano nella strategia di gruppo. Mareblu fa capo al gruppo Thai Union, big mondiale dell’industria ittica (3,9 miliardi di dollari di fatturato e 46mila dipendenti). Quest’ultmo  ha introdotto, a fine 2016, il primo tonnetto striato certificato Msc (Marine stewardship council, la certificazione più autorevole al mondo per la pesca sostenibile). Inoltre il gruppo thailandese  sta investendo 90 milioni di dollari con l’ambizione di ottenere il 100% di tonno branded sostenibile e di avere entro la fine del 2020 almeno il 75% del tonno branded proveniente da aziende ittiche certificate da Msc o impegnate in progetti di miglioramento della pesca (Fip – Fishery improvement project) per accedere al processo di certificazione.

Quanto a Mareblu, oggi circa il 40% del tonno Mareblu è certificato Msc o proviene da aziende che hanno intrapreso dei Fip.