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Un punto vendita Carrefour

Carrefour Italia perde 203 milioni nel 2016 e 400 nell’ultimo triennio

E per Carrefour Italia sono 400 milioni: le perdite nel solo nel triennio 2014-16.  L’anno scorso la gestione si è avvicinata al riequilibrio, ma le svalutazioni choc degli ipermercati hanno affondano il bilancio 2016 della catena francese: alla fine, la perdita è di 203 milioni di perdite.  Maxi perdite sopportabili grazie al polmone finanziario di uno dei più grandi retailer del mondo.
La perdita dev’essere stata choch anche per l’ad Eric Uzan che lo scorso gennaio ha avviato una procedura di mobilità collettiva con 620 esuberi nell’area degli ipermercati. La vertenza è ancora in via di definizione con i sindacati (il 24 luglio).

Mol in positivo
L’anno scorso Carrefour Italia non è riuscita ad aumentare i ricavi (anche per la dismissione di una settantina di negozi), ma ha riportato il Mol in positivo raggiungendo un sostanziale pareggio dell’utile operativo. Nel 2016 le attività italiane hanno realizzato un fatturato di 4,85 miliardi, in calo rispetto ai 4,9 del 2015; il Mol è stato di 59 milioni (-21,7 milioni) e l’Ebit di -5,5 milioni (-83 milioni). Tuttavia 188 milioni di svalutazioni per la rettifica delle partecipazioni iscritte nella controllata Società sviluppo commerciale (area ipermercati) hanno colorato di rosso il risultato per 203 milioni (-96 milioni).
Positivo è invece il primo semestre 2017, con ricavi in crescita del 2% a 2,72 miliardi (compresa la benzina)e del 3,2% a rete comparabile. «La crisi economica – scrive Uzan nel bilancio – ha radicalmente mutato il comportamento del consumatore, alla ricerca del risparmio anche con l’utilizzo delle tecnologie. Carrefour ha concentrato gli sforzi per rafforzare l’identità, ha spinto sull’innovazione dei format in tutti i canali, ottimizzando i prezzi». Inoltre sono stati investiti oltre 40 milioni per il remodelling di 23 punti vendita. Carrefour è certamente fra le catene più innovative in Italia.

Iper-perdite
La rete Carrefour comprende 1.071 punti vendita, di cui 478 diretti. È strutturata nelle società operative Ssc (57 ipermercati), Gs (oltre 402 supermercati a insegna Market) e Diperdì (583 Express). Oltre a 12 negozi all’ingrosso (Docks Market e Gross Iper). In crescita l’area dei supermercati, +1,5% a 2,02 miliardi, e del vicinato, +3,6% a 731 milioni. In retromarcia invece gli ipermercati, -3,3% a 1,89 miliardi (compresa la benzina) e l’ingrosso, -15% a 194 milioni (per riduzione della rete).

Meglio la gestione
Nel 2016 Carrefour Italia ha ridotto il costo del lavoro di 36,7 milioni, dopo il taglio degli ultimi anni dell’organico e della rete. Quest’anno il focus si è concentrato sulla voragine degli ipermercati con una cura da cavallo: la società in gennaio aveva comunicato un piano di riorganizzazione che coinvolge 32 ipermercati, con la chiusura dei punti vendita di Borgomanero e Trofarello, ora parzialmente convertiti in soft discount a insegna Supeco.
Dopo un primo sciopero, le parti hanno raggiunto un accordo con il ricorso ad ammortizzatori sociali, esodi incentivati e rinegoziazione del contratto integrativo. «In questi mesi – osserva Fabrizio Russo, segretario nazionale della Filcams Cgil – sono state fatte le verifiche territoriali per l’applicazione dell’accordo nazionale. Il tavolo si riaprirà il 24 luglio, per chiudere la procedura. Intanto segnalo l’operato di Carrefour: eroga le tranche dell’integrativo a sua discrezione. Con quella di luglio, l’aumento dovrebbe raggiungere i 45 euro complessivi».