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Unigrà investe 60 milioni per due stabilimenti in Brasile e Malesia

Il gruppo agroindustriale Unigrà accelera sull’internazionalizzazione. Investe 60 milioni in due stabilimenti all’estero in via di ultimazione: in Brasile e in Malesia. «Il Paese sudamericano è un forte consumatore di oli e grassi vegetali – spiega Federico Camiciottoli, direttore marketing di Unigrà – e nel contempo i dazi sono elevati; mentre la Malesia è un grande produttore. Oggi produciamo tutto in Italia, nello stabilimento di Conselice, ma dal 2018 le cose cambieranno».

Più estero
Il gruppo ravennate produce anche specialità per pasticcerie, gelaterie e panificazione. Nel 2015 ha fatturato 550 milioni, con un utile di 27 milioni. L’export, in 90 Paesi, rappresenta il 34% dei ricavi.
«La vocazione di Unigrà – sottolinea l’ad  Gian Maria Martini – è sempre più quella di coniugare internazionalizzazione e innovazione di prodotto. Oggi dobbiamo sviluppare le strutture commerciali all’estero e investire in nuovi siti industriali. Ma anche puntare sullo sviluppo in nuovi segmenti di mercato, come bevande e prodotti vegetali, gelato artigianale, e di nuovi canali di vendita, come retail e ristorazione».
In questa strategia di sviluppo del vegetale, s’inquadra il lancio in Italia, nella grande distribuzione e nell’horeca, del nuovo brand OraSì, la linea di prodotti vegetali 100% italiani a base di soia e riso, bevande, margarina e panna da cucina.

«La soia – conclude Camiciottoli – è coltivata proprio nel cuore della pianura ferrarese, nell’azienda agricola Immobiliare Dante di Fiscaglia, proprietà di Unigrà, che si estende su circa 1.450 ettari, oltre 300 dei quali destinati a soia. La filiera è dunque tracciata e certificata dal campo alla tavola».